Come è noto questo è un sito dedicato a tutti coloro che, nell'ambito del lavoro sociale, pensano che il loro operare possa contribuire indirettamente (a volte inconsapevolmente) o\e direttamente (e qui ci vuole una forte motivazione ed intenzionalità) e favorire nel territorio processi di partecipazione tesi a ricostruire il legame sociale tra le realtà locali, comunità, generazioni, persone.
Le questioni aperte dal "fattaccio" del municipio 11 dovrebbero farci riflettere sull'utilità sociale del nostro lavoro, sui rapporti di rete e di collaborazione più che spingerci ad una competitività del tutti contro tutti.
Ovviamente non entriamo nel merito dell'episodio: quello che interesserebbe a questo spazio virtuale è mettersi a disposizione per un dibattito on line sui temi che a nostro parere emergono dalla lettera di Andrea: i diritti di chi fà il nostro lavoro e della popolazione che ne usufruisce (precarietà dei lavoratori legata al regime dei bandi, discontinuità nella gestione e nella coerenza degli interventi, disaffezione dell' utenza nei confronti di servizi destinati ad interrompersi o a cambiare spesso gestione, ecc.), la responsabilità delle Amministrazioni e delle imprese sociali nei confronti della qualità dei servizi, il poco senso che ha l'operare per costruire relazioni collaborative e di rete sul territorio che vengono ogni anno messe in discussione dal regime dei bandi, la contraddizione tra la libera concorrenza di mercato e le politiche sociali pubbliche, l'ingerenza o l'assenza della politica nelle politiche sociuali, ecc. ecc. ecc.
La
lettera di andrea e le eventuali risposte, ci pare meritino uno
spazio dedicato, che mettiamo volentieri a disposizione. Vi preghiamo invece di non postare in home page, visto che in questo modo la lettura risulterebbe difficile per gli utenti del sito.
Speriamo di avviare un confronto costruttivo.
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