
Da oggi nasce su www.partecipazione.ning.com "SalvaLa Mediazione". E' una identità collettiva formata da tutti coloro i quali - cittadini, operatori sociali, insegnanti, giovani, donne, anziani, associazioni - hanno collaborato negli ultimi 10 anni (1999-2009) ai processi sociali e partecipativi innescati dai progetti di Mediazione Sociale in tanti quartieri di Roma. Questi progetti si sono occupati - spesso in zone periferiche caratterizzate da una serie di problemi sociali rilevanti - di ricostruire il tessuto sociale attraverso la facilitazione della comunicazione tra i cittadini e con l'organizzazione di attività di tipo sociale, culturale ed animativo.
Molte di queste esperienze, che hanno visto interagire in undici municipi della Capitale migliaia di cittadini nella costruzione di un modo differente e solidale di vivere la città, entro giugno 2009 termineranno le loro attività. Infatti il Comune di Roma - che era titolare degli interventi affidati a cooperative sociali- per ora, non ha stanziato fondi necessari per il proseguimento.
Allo scopo di informare sui rischi che corre questa esperienza decennale, nasce la campagna "SalvaLa Mediazione", ideata da un gruppo di cittadini che non si rassegna a vedere morire una esperienza che molto ha fatto per migliorare la qualità della vita e delle relazioni umane nei rispettivi quartieri, specie in un momento in cui si parla delle periferie solo per elencare una serie di efferati fatti di cronaca nera, mentre niente si fà in concreto per rendere i nostri quartieri degni di essere vissuti.
La campagna si articolerà nell'esprimere in varie forme la volontà che i progetti continuino: dal raccogliere adesioni dai cittadini e dal mondo dell'associazionismo, all'invio di lettere di singoli e di gruppi agli amministratori della città.
A questo proposito vi invitiamo a inviare a "SalvaLa Mediazione" le vostre prese di posizione sulla continuazione dei Progetti a questo indirizzo mail: salvalamediazione@yahoo.it: se raggiungeremo un numero di adesioni sufficentemente alto, troveremo il modo di farle pervenire al Sindaco Alemanno. Basterà inviarci un messaggio con scritto "anch'io voglio salvare la mediazione" oppure, MEGLIO, potrete descrivere la vostra esperienza con le attività dei progetti e la vostra volontà di continuare a collaborare, magari con nuove proposte.
Se il numero di adesioni sarà elevato, prevediamo di aprire un social network dedicato alla campagna nel quale pubblicare tutte le adesioni ricevute. Per ora siamo anche su Face Book, veniteci a trovare
quiRestate collegati!! Stiamo arrivando.
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E ALL’ L’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI SVEVA BELVISO
GLI OPERATORI DEL PROGETTO MEDIAZIONE SOCIALE BASTOGI LAVORANO NEL NOSTRO QUARTIERE DAL 2001. IN QUESTI ANNI HANNO CERCATO DI COINVOLGERE I CITTADINI IN ATTIVITÀ CHE AVEVANO LO SCOPO DI CREARE MOMENTI DI INCONTRO E DI SOCIALITÀ PER CREARE UNA APPARTENENZA POSITIVA AD UN QUARTIERE DIFFICILE E PER SOSTENERE LA CITTADINANZA E LE SINGOLE PERSONE A PRENDERSI CURA DEL QUARTIERE.
GLI OPERATORI A QUESTO SCOPO HANNO ORGANIZZATO INSIEME A NOI DIVERSI EVENTI, ASSEMBLEE, MANIFESTAZIONI, FESTE, TRA CUI: FESTA PAZZA, STREGATI DA BASTOGI, SOPRA IL CIELO DI BASTOGI ED ANCHE ALCUNE INIZIATIVE INSIEME A LEGAMBIENTE COME PULIAMO IL MONDO E LA FESTA DELL’ALBERO, DURANTE LE QUALI ABBIAMO PROVATO A RIQUALIFICARE E A RIPULIRE PEZZI DEL NOSTRO QUARTIERE, ALTRIMENTI LASCIATI A LORO STESSI.
INSIEME ABBIAMO DECISO DI APRIRE SERVIZI UTILI A MOLTE DONNE E AI LORO FIGLI, TRA CUI ALCUNI LABORATORI PER I BAMBINI E UN DOPOSCUOLA. CON ALCUNE DONNE SI È ORGANIZZATO ALCUNI LABORATORI DI ARTIGIANATO DEL LEGNO E DI BIGIOTTERIA. DA QUESTE ESPERIENZE, INSIEME ABBIAMO FONDATO L’ASSOCIAZIONE “BASTOGI A COLORI”CHE HA PRESENTATO VARIE PROPOSTE SULLA RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE E SUL LAVORO ALLE ISTITUZIONI.
GLI OPERATORI DELLA MEDIAZIONE HANNO SEMPRE CERCATO DI STIMOLARE IL DIALOGO TRA I CITTADINI CON INCONTRI, ASSEMBLEE, UN GIORNALE DI QUARTIERE. ANCHE QUANDO NON CI CREDEVAMO PIÙ HANNO CERCATO DI STIMOLARE IL DIALOGO TRA I CITTADINI IL MUNICIPIO E IL COMUNE DI ROMA.HANNO GUARDATO OLTRE IL QUARTIERE, HANNO VOLUTO CONOSCERCI DA VICINO, HANNO CREDUTO IN NOI E NELLE NOSTRE CAPACITÀ.
OGGI A BASTOGI ESISTE UNO SPORTELLO DI INFORMAZIONI IN CUI POSSIAMO TROVARE ASCOLTO, E ACCOGLIENZA PER TUTTI GLI ABITANTI. E’ L’UNICO SERVIZIO APERTO PER CERCARE AIUTO PER MOLTI CITTADINI.
NOI NON VOGLIAMO CHE QUESTO PROGETTO CHIUDA E PERTANTO CHIEDIAMO ALLE AUTORITÀ COMPETENTI DI FAR CONTINUARE IL LAVORO DEL PROGETTO MEDIAZIONE SOCIALE BASTOGI
IN FEDE
I CITTADINI DI BASTOGI
seguono firme
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La lunga esperienza delle mediazione romana necessita di attenzione e valutazione da parte delle istituzioni pubbliche, prima fra tutte quella comunale.
Da questa citata esperienza se ne dovrebbero trarre conclusioni relative ai cambiamenti che ha prodotto. Solo dopo una valutazione di questo tipo le amministrazioni sarebbero in grado di rispondere consapelvolmente e coerentemente ai cittadini su come i frutti della della mediazione romana vadano sostenuti : rivisti? riprogrammati?rifinanziati?prorogati?....
Inoltre le amministrazioni dovrebbero valutare l'esperienza delle mediazione romana comparandola con le analoghe esperienze europee rendendosi interlocutrici referenziate su questo tema.
Che si possa negare che tale "metodo" di lavoro sociale possa essere utile e non indispensabile è una responsabilità che si prenderanno formalmente e concretamente le istituzioni pubbliche, ma anche noi cittadini o operatori sociali o meno...
Amelia Buongiorno
Progetto Mediazione Sociale Santa Palomba-Roma-
il Comune di Roma, con la recente chiusura del Progetto Esquilino ha chiuso ormai tutti i progetti di mediazione sociale che erano in essere in 10 municipi.
Nonostante le richieste di prosecuzione arrivate da cittadini, associazioni, scuole ed istituzioni locali non vi è stata alcuna chiara risposta da parte del Comune di Roma. da questa estate il Comune di Roma ha chiuso i progetti avviati a Quartaccio, Ponte di Nona, Largo Sperlonga e a Bastogi,Tor Fiscale e Pietralata. Le telefonate, le mail le lettere di protesta e le raccolte di firme di molti cittadini hanno avuto il merito di far verificare al Comune di Roma un livello alto di attenzione da parte dei territori verso la depauperazione di una importante e decennale esperienza collettiva.
Vi proponiamo di seguito uno scambio epistolare tra un cittadino di Quartaccio e l'Assessore Belviso che da una surreale risposta: secondo lei ci vorrebbero un milione di euro per la prosecuzione dei progetti di mediazione. In realtà i progetti sui sei territori di periferia costavano all'amministrazione rispettivamente 78.000 euro per un totale di 156.000 euro. Mentre quello di Esquilino da solo circa 250.000. Da dove viene quindi l'astronomica cifra di un milione di euro? Inoltre con quali criteri i progetti vengono interrotti? gradimento dei cittadini? parere favorevole o contrario delle amministrtazioni locali? parere circostanziato dei tecnici dell'assessorato?, sarebbe interessante una risposta in merito.
Vi lasciamo con le parole della Belviso che rispondeva a Massimo, cittadino di Quartaccio:
Sveva Belviso 24 agosto alle ore 16.12 Segnala
Gent. Massimo, intanto la vorrei tranquillizzare che non c’è stato nessun taglio ai servizi sociali di Roma.
In riferimento alle progettualità di mediazione sociale e risoluzione dei conflitti è prevista per la prima decade di settembre una riunione presso l’U.O. Emergenza Sociale atta a verificare la possibilità di continuare le convenzioni già attivate.
In quella sede il progetto relativo a Quartaccio sarà appunto oggetto di un’attenta analisi ed eventuale rivisitazione assieme alla Dott.ssa Pecoraro che ne segue le vicende sin dall’inizio, assieme allo staff del dirigente di riferimento.
Va in ogni caso detto che non vi è alcun finanziamento all’uopo conferito e l’eventuale rinnovo sarà effettuato tenendo presenti le economie attivate dall’U.O. Emergenza Sociale. Va ulteriormente precisato che, in base alla Deliberazione di G.C. 300/2008 e successivi provvedimenti l’ufficio di riferimento (ex XVIII Dipartimento) è stato abrogato, con tutte le conseguenze del caso.
Nonostante questo il mio Dipartimento si sta attivando, non solo per il necessario reperimento delle risorse, ma per una continuazione dei servizi, quantomeno fino al 31.12.2009.
Per poter rendere infatti nuovamente operativi i progetti di mediazione sociale bisognerebbe destinare oltre un milione di euro annui e ad oggi dovrei reperire questi fondi togliendoli ad altre voci di spesa come ad esempio l’assistenza domiciliare per gli anziani non autosufficienti o l’area handicap, lei lo farebbe? Io sinceramente non me la sono sentita.
Distinti Saluti
Sveva Belviso

Gentilissima Sig.ra Belviso.Lei sicuramente non si rende conto del danno che sta facendo alle periferie romane con i suoi tagli ai progetti sociali, in particolar modo ai due progetti di Mediazione Sociale e Animazione Sociale.
Per la verita' non credo lei sappia di cosa sto parlando. Io sono un abitante di Quartaccio. Uno dei quartieri piu' degradati di Roma, ( Lo avra' sentito nominare!! Sta spesso in cronaca) E' uno dei quartieri dove operatori sociali che io conosco e lei evidentemente no, operavano con questi proggetti, lavorando bene e con molti risultati positivi. Quartaccio ha bisogno di tutto, ma non di tagli alle iniziative sociali. Lei, la giunta di cui fa parte, state assumendovi con il vostro atteggiamento tutto ideologico, questo e' chiaro anche a un cieco, una grande responsabilita'. Le vostre scelte ricadranno sulle periferie romane come una mannaia, che creera' ancora piu' disagio, emarginazione, illegalita'.
Le comincia ad essere chiaro di cosa si parla?
Perche' lei stia ad un ufficio cosi delicato e' per me un mistero, ma la politica in Italia e' ormai contemplata nei misteri della fede, a cui nulla si chiede, se non di accettarli per quello che sono.
Quello che invece sara' certo, e' che una volta finito il suo alto ufficio, lei dovra' vedersela con la sua coscienza. Al prossimo stupro, al prossimo ragazzo morto di droga, al prossimo omicidio del disagio, si ricordi di quello che sta facendo. Sta tagliando un minimo di speranza per molti.
La saluto.
Massimo Ugolini.

Prot. n.127/09Roma 28 luglio 2009
Gentile Assessore,
On. Sveva Belviso
Assessorato alle Politiche Sociali
Comune di Roma
Viale Manzoni, 16
00185 Roma
Il Comune di Roma, dal 2001 ha posto in essere un progetto di mediazione sociale e dei conflitti nel Municipio IX, affidandone la gestione all’ATI Eureka I, Parsec, Magliana 80.
Il progetto Mediazione Sociale, la cui mission era quella di lavorare sul potenziamento del senso di sicurezza dei cittadini, ha operato per il miglioramento delle relazioni tra i cittadini e per la costruzione di un senso appartenenza della comunità locale al proprio quartiere. Il Progetto ha cercato di facilitare la comunicazione tra amministrazioni locali, comitati, cittadini, associazioni, scuole, servizi pubblici, parrocchie e – attraverso la valorizzazione del loro contributo alla costruzione di servizi territoriali, di azioni animative, culturali, sportive, di riqualificazione ambientale che hanno coinvolto centinaia di adulti, giovani e anziani – di far sentire le persone sicure e a proprio agio nell’ambiente quotidiano di vita.
Nello specifico, nel territorio del IX Municipio, la collaborazione dell’Associazione “Nessun luogo è lontano” con l’equipe dei mediatori sociali si è sostanziata all’interno della Consulta per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri del IX Municipio. È all’interno di essa che si è operato e si sta operando, al fine di:
• Prevenire situazioni di emarginazione che minacciano l’equilibrio e la coesione sociale sul territorio.
• Favorire l’interazione culturale, sociale e lavorativa dei cittadini immigrati presenti sul territorio.
• Favorire conoscenza e consapevolezza delle diverse culture, approfondendo le reciproche differenze e appartenenze viste come una risorsa per la comunità.
• Informare correttamente sia gli immigrati che i cittadini italiani interessati al fenomeno circa la normativa che regolamenta l’immigrazione.
• Valorizzare, attraverso un attento e costante lavoro in rete, il collegamento e la concertazione tra le varie risorse territoriali.
• Promuovere l’associazionismo democratico delle comunità immigrate ed il volontariato.
Attività, quindi, volte all’attuazione sul territorio di dinamiche di integrazione e inclusione sociale, che, in collaborazione con l’Associazione Nessun luogo è lontano, l’equipe di mediatori sociali realizza anche nell’area di Bastogi – Municipio XVIII.
Per il raggiungimento di questi obiettivi, è indispensabile costruire azioni di sistema e di integrazione delle risorse presenti in un territorio.
A tal fine, per dare continuità e ulteriore sviluppo al lavoro svolto, auspichiamo che le amministrazioni competenti tengano in considerazione la validità di tale progetto e della rete che questo ha saputo attivare.
Fabrizio Molina
Maggio 2008 --- Luglio 2009 Quartaccio…… il nulla………
Oggi si doveva inaugurare il nuovo capolinea a Quartaccio.
Dopo mesi e mesi di latitanza delle istituzioni e di un silenzio assordante, rotto solo dall’impegno giornaliero e costante di confronto dell’Atac e del Presidente Tabacchiera, con gli abitanti di Quartaccio per riqualificare quell’area, con la potatura degl’alberi su Via Andersen e finalmente dopo l’iniziativa illumina Quartaccio voluta dalla rete delle Associazioni in collaborazione con Atac e Acea ,l’accensione delle luci sulla piazza antistante la chiesa e la fine dei lavori al capolinea, aspettavamo il Sindaco per un confronto , ma …. il Sindaco Alemanno continua a latitare proponendo un assurdo 1 Agosto ore 13.30 e pensiamo di avere il diritto ad alcune risposte:
eravamo certamente abituati male in passato, nel nostro quartiere gli amministratori sono sempre venuti a confrontarsi con noi, sono venuti a ascoltare ,scontrarsi, condividere, discutere con questo pezzo di città che non vuole arrendersi.
Sono venuti senza inaugurazioni, provando a condividere con noi i sogni ,le speranze e le possibilità e anche la nostra incazzatura , non sempre riuscendo a garantire interventi , ma certamente provando a confrontarsi come un Amministrazione deve fare .
Avevamo iniziato un percorso che vedeva pezzo dopo pezzo qualificare e ri-qualificare il nostro territorio, non solo da un punto di vista urbanistico ma innanzitutto socio- culturale , perché la sicurezza non si fa con le telecamere o le ronde , ma con la creazione di coesione sociale e spazi pubblici , per questo c’erano dei progetti partecipati con i cittadini per la creazione in Piazza Sand di un centro Socio Culturale per giovani e anziani finanziato dalla Regione Lazio di cui si sono perse le tracce , dei fondi per la riqualificazione degli immobili mai utilizzati e soprattutto alcuni progetti sociali che lavoravano sul territorio come l’animazione territoriale che doveva ripartire , già finanziata e assegnata e che la nuova Amministrazione come primo atto ha ben pensato di tagliare , così come la Mediazione Sociale da anni presente su questo territorio e Bastogi che non è stata rifinanziata dal Comune di Roma , togliendo quel minimo punto di rifirimento tra Cittadini e Amministrazione .
Noi , che insieme alla Rete delle Associazioni da 20 anni lavoriamo su questa parte di periferia romana crediamo che la strada da percorrere sia quella di un dialogo e un confronto costante con le Amministrazioni attraverso le realtà presenti sul territorio , che non facciano sentire soli i cittadini e facciano da ponte verso le Istituzioni , come ampiamente dimostrato dai progetti di questi anni , che trà 1000 problemi hanno continuato a esistere e lottare perché convinti che solo con il lavoro di tutti si possa ottenere la riqualificazione di queste parti di città che sono il cuore pulsante di Roma .
L’accorpamento dell’Assesorato alle Periferie a quello dei Lavori Pubblici ha tagliato l’unico filo diretto che queste realtà avevano con l’Amministrazione , rendendo quasi impossibile i contatti con essa , eppure abbiamo provato a chiedere illuminazione e riqualificazione di Via Valle dei Fontanili con più di 2000 firme , ma al di là della asfaltatura già programmata dalla precedente giunta niente è successo , eppure Quartaccio anche dopo essere stato colpito duramente in questi mesi da tragici fatti di cronaca ha reagito compostamente e pacificamente con fiaccolate e iniziative a cui nessuno ha prestato attenzione tranne il Presidente dell’Atac che ringraziamo ancora .
Per questo il Primo Agosto per una volta non ci saremo , siamo stanchi di fare le comparse per giochi di media e di equilibri politici che non risolvono i problemi , vogliamo confronti e programmazione e invitiamo il Sindaco e gli Amministratori a questo , per dimostrare che se c’è la volontà al di là degli interessi di partito e personali le “ cose “ si possono fare .
Mauro Ravioli
Presidente Associazione Vivere al Quartaccio

Meno servizi per le periferie?Sembra essere questa la politica del Comune di Roma per le periferie romane.
Dal 18 Giugno il Comune di Roma ha interrotto il servizio Mediazione Sociale, che dal 1999 collaborava con le associazioni del quartiere per restituire al territorio maggiore vivibilità. In tutti questi anni la nostra associazione ha collaborato all’apertura di sportelli sociali, l’organizzazione di feste ed eventi culturali e attività per anziani e minori.
Da oggi Quartaccio ha una risorsa in meno
Firmiamo la petizione popolare al sindaco di Roma per ripristinare lo sportello di mediazione sociale.
Si può firmare presso il casale nei giorni di apertura.
Associazione Vivere al Quartaccio
Da JLTouadì, ex assessore alla sicurezza del Comune di Roma.
iCari amici,
La mia solidarietà è convinta e direi anche irritata per le decisioni dell'Amministrazione comunale. La mediazione sociale rappresenta la più grande sorpresa che ho trovato arrivando al Comune. Sorpresa nel senso più positivo del termine. Perché alle prese con numerosi punti di criticità in città ho trovato dentro il mio dipartimento i cantieri sociali aperti dagli operatori e dalle tecniche di mediazione sociali in aree delicate della nostra città. Avevamo progetti a Bastogi, a Tor di Nona, largo Sperlonga, Esquilino con risultati ottimi. La città è un territorio complesso dove i nodi si risolvono con approcci interdisciplinari, con grande capacità di mettere intorno ad un tavolo i soggetti presenti sul territorio. Tre elementi costituiscono la sicurezza urbana partecipata: micro-riqualificazione urbana in chiave di sicurezza (fontana da riparare, illuminazione da potenziare, erba da tagliare e in generale decoro da ripristinare); mediazione sociale appunto e educazione alla legalità.
Tutto questo non potrà più essere realizzato. Al posto della mediazione militari e carri armati
Proseguiamo la lotta per costringere il Sindaco e la giunta di dare risposte chiare ai nostri perché.
Al Sig. Sindaco di Roma Giovanni Alemanno e a tutti gli operatori dei progetti
(la versione integrale della lettera è pubblicata qui)
Sento l’esigenza di scrivere queste poche righe per palesare il mio dissenso a che, a distanza di 10 anni, i progetti di mediazione attivi nelle periferie romane vengano sospeso. Non credo tuttavia sia oggi utile rintracciare parole di stima e di plauso per ciò che tali progetti hanno fatto e stanno ancora facendo in tutti quei contesti caratterizzati da deprivazione economica e sociale che nei salotti bene vengono, con un pizzico di snobismo, definiti “quartieri a rischio”, forse solo per non definirli quartieri di serie B. Non avrebbe senso, sembrerebbe una sviolinata fatta per esternare ed avvalorare il disagio di chi, come me, riconosce le potenzialità della mediazione e , dunque, soffre nel veder negata la possibilità che qualcosa di concreto possa essere fatto per, ma soprattutto con, questi cittadini “a rischio”. Mi piacerebbe, invece, lasciare alla attenzione di chi le leggerà poche righe di quanto ho scritto tempo fa. Mi scuso fin d’ora se, forse, alcune delle mie parole potranno apparire decontestualizzate rispetto al motivo di questa lettera, ma, ripeto, si tratta di scritti precedenti e non afferenti al medesimo testo, ma che, probabilmente (questo è il mio augurio), in questo contesto acquisiranno un valore ed un significato diverso, più concreto ed attuale, dalla sola dissertazione teorica.
«Il proliferare degli interventi e dei dibattiti in tema di mediazione sociale, proprio nel periodo in cui la sicurezza urbana sembra ricoprire il “posto d’onore” nell’agenda setting dei politici e di chi ci governava, potrebbe essere ascritto al fatto che la mediazione ha tra i propri obiettivi a lungo termine proprio l’attenuazione delle insicurezze sociali tramite percorsi tesi a ricucire il legame sociale a mezzo di pratiche di gestione alternativa dei conflitti. La mediazione sociale, infatti, nell’ipotesi teorica che da sempre accompagna la pratica in tale ambito, appare uno strumento utile a lenire tale sentimento non solo con l’ascolto e l’accoglienza, ma soprattutto accompagnando le parti in conflitto nell’incontro con l’altro, aiutandole a comprendere quanto tale altro sia simile a lui.[…] L’idea che traspare, sia nel disegno politico,
sia nelle azioni dei mediatori è quella della mediazione quale strumento di diffusione di “sicurezza urbana”: “sicurezza urbana” intesa questa volta come alternativa all’ossessione sicuritaria; non come “assenza di conflitti”, o eccesso di controllo, ma come l’insieme delle caratteristiche che permettono a ogni individuo di esercitare pienamente il proprio diritto di cittadinanza, di fruire dei propri diritti e di adempiere i propri doveri».
Queste le parole di una persona che da quasi dieci anni studia la mediazione con la acquisita consapevolezza di come tale pratica possa degenerare in un vuoto insieme di parole e buoni propositi o, peggio, in un insieme di cattive pratiche.
La mediazione a Roma c’è e funziona restando fedele agli assiomi teorici e tal volta (haimè) utopici da cui trae origine. Ed allora non si può accettare che tutto finisca soprattutto dopo aver riempito pagine e pagine che pur senza saperlo e,sicuramente, senza volerlo raccontano ciò che gli operatori del progetto tra stenti, dinieghi, incontri, scontri, ma anche soddisfazioni quotidianamente pongono in essere.
Napoli 18/06/2009 Maria Ferrara

AL SINDACO DEL COMUNE DI ROMA GIANNI ALEMANNO E ALL’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI SVEVA BELVISOIl progetto di mediazione sociale è nel nostro quartiere dal 1999.
Per iniziare le sue attività, gli fu assegnata un’aula della scuola elementare Andersen. Qui si sono svolti incontri coi cittadini e con le associazioni del quartiere, a cui hanno partecipato anche genitori, insegnanti, bidelli, per trovare un modo per affrontare insieme i tanti aspetti del quartiere e i tanti problemi inerenti alla mancanza di servizi, di negozi e di trasporti. Con la mediazione sociale sono stati organizzate feste di quartiere, il carnevale, la pulizia del capolinea dell’autobus, organizzato mostre fotografiche, video, distribuito questionari scritto e distribuito un giornale di quartiere. Si è anche provveduto ad attività di laboratorio nella scuola elementare e materna.
Tutte le associazioni, insieme al progetto mediazione hanno formato la “Rete delle Associazioni di Quartaccio”. Tra le tante cose sono stati importanti il confronto con ATAC per il collegamento con il centro della città grazie alla nuova linea 916, e la collaborazione al Contratto di quartiere di Quartaccio, con la distribuzione di questionari che sono stati compilati da circa centocinquanta famiglie. Da questo lavoro, è stata realizzata la nuova piazza antistante la chiesa del quartiere.
Il progetto di mediazione sociale ha inoltre sostenuto le associazioni nella apertura di progetti autonomi sulla promozione del quartiere e nella costituzione di una cooperativa formata da cittadini di Quartaccio. Inoltre, insieme con l’Associazione Vivere al Quartaccio è stato aperto uno sportello di servizi per la cittadinanza che integra lo sportello di mediazione dei conflitti con uno sportello informativo sociale, uno sportello per le problematiche della casa, un CAF, uno sportello per i detenuti, uno sportello antiusura.
Il progetto di mediazione sociale è stato utile per mantenere il legame di solidarietà tra tutti gli abitanti del quartiere.
Lo si è visto ultimamente, a gennaio, in occasione del cosidetto “stupro del capolinea del 916” quando gli abitanti hanno reagito (a differenza di altri territori dove si sono avuti simili episodi) senza ritorsioni o violenze ma con una fiaccolata pacifica, composta e dignitosa, richiedendo alle istituzioni una maggiore attenzione alla vivibilità del quartiere. Intenzione questa ribadita lo scorso 21 maggio nella suggestiva iniziativa, “Illuminiamo Quartaccio” in collaborazione con ATAC e ACEA che ha visto la partecipazione festosa a giochi di musica e luci di centinaia di persone.
Per tutto questo, vorremmo che la mediazione sociale continui la sua opera.
I CITTADINI DI QUARTACCIO
Seguono firme
Sono nati così eventi, assemblee, manifestazioni, feste, iniziative di riqualificazione dei quartieri con la pulizia da parte dei cittadini di aree dimenticate dall'AMA.
Inoltre hanno realizzato dei laboratori per bambini e organizzato per le donne laboratori di artigianato del legno e di bigiotteria.
Inoltre senza gli operatori di mediazione non ci sarebbe stato dialogo tra i cittadini e i municipi ed il Comune di Roma che ora non stanzierà più i fondi necessari per il proseguimento dei progetti.
E' un peccato perchè i quartieri periferici con più problemi sociali verranno abbandonati a se stessi, perdendo quel tessuto che era stato costruito con anni di serio lavoro e tanta tanta fatica.
Invito il Sindaco di Roma Gianni Alemanno a rivedere e riconoscere l'importanza della mediazione.
Alberto Di Galante
mandato a
cronaca@ilmessaggero.it
Tutto è iniziato cosi per caso un pomeriggio del 1999: gli operatori del progetto erano in giro per il quartiere e io ero vicino al capolinea con il mio gruppo di amici , io un po' incuriosito e un po protettivo, sono andato a parlare con quelle facce nuove del quartiere.
Inizialmente mi sembrava una utopia che i sinti camminanti (i cosidetti “zingari” napoletani che sono a Quartaccio da molto tempo), i ragazzi della mia comitiva, e gli abitanti della piazza intorno al capolinea, si potessero mettere d'accordo per un obiettivo comune. Invece gli operatori usando diciamo la leva di noi ragazzi per una occasione di svago e di aggregazione e la voglia di riqualificare il quartiere, ci hanno proposto, insieme con l'associazione Vivere al Quartaccio, e l’ Ass. G.I.S Marameo di fare una festa all'interno del piazzale del capolinea. Prima tutti insieme pulivamo e poi montavamo il tutto per la festa.
Devo ammettere la mia sorpresa nel vedere i sinti camminanti (considerati all'epoca da quasi tutto il quartiere per quelli che sporcavano e creavano solo casini) molto attivi per riqualificare quell'area, insieme ai ragazzi, ai bambini della ludoteca e da molti abitanti della piazza scesi per curiosità. Quell’esperienza l’abbiamo ripetuta più e più volte. Ora quell'area è ancora riqualificata e molte altre iniziative sono state fatte: da quell’espereinza si è poi partecipato al Contratto di quartere, poi è nato un progetto di animazione territoriale in cui noi abitanti siamo stati protagonisti, si è creata la piazza del quartiere in maniera partecipata.
Io sono convinto che con la partecipazione attiva dei abitanti ogni quartiere degradato può riqualificarsi e non essere solo un quartiere dormitorio.
Luca Zarfati
inclusivi come collaboratore esterno di amministrazioni e Municipi.
Se posso essere utile a darvi una mano con questa iniziativa, sono a
vostra disposizione.
Credo che il coinvolgimanto dei cittadini ai processi decisionali sia
essenziale per migliorare la qualità della vita urbana e sociale.
Credo nella democrazia partecipata, per questo mi metto a vostra
disposizione per qualsiasi iniziativa o evento.
Tiziana ferranti
BUONA SERA A TUTTI,
SIAMO LIETI DELLA PARTECIPAZIONE DI TUTTI VOI, POLITICI E CITTADINI, A QUESTA ASSEMBLEA.
NOI SIAMO L’ASSOCIAZIONE BASTOGI A COLORI, UN’ASSOCIAZIONE NATA FORMALMENTE A GENNAIO 2007, GRAZIE AL SOSTEGNO DEL PROGETTO MEDIAZIONE SOCIALE, E FORMATA DA UN GRUPPO DI CITTADINI ATTIVI DI BASTOGI: DONNE E UOMINI CHE DA ANNI RIVENDICANO I LORO DIRITTI A VIVERE CON DIGNITA’ IN QUESTO QUARTIERE.
IN QUESTI ULTIMI 10 ANNI, INSIEME A MOLTISSIMI ALTRI CITTADINI, ABBIAMO BUSSATO ALLE PORTE DELLE ISTITUZIONI, ABBIAMO ANCHE GRIDATO CONTRO DI LORO PER MIGLIORARE LA NOSTRA VITA E ABBIAMO RICEVUTO SOLO RISPOSTE VAGHE E INCONCLUDENTI.
OGGI E’ UN PIACERE VEDERE TANTI RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI RIUNITI QUI A BASTOGI CON LA VOLONTA’ DI PORRE REALMENTE L’ATTENZIONE SUI NOSTRI PROBLEMI.
SIAMO CONTENTI DEL PERCORSO DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA INTRAPRESO IN QUESTI ULTIMI MESI CON VOI E CI AUGURIAMO CHE SI PORTINO A TERMINE GLI IMPEGNI PRESI.
CI AUGURIAMO UN FUTURO DOVE TUTTI I CITTADINI ABBIAMO RICONOSCIUTA LA DIGNITA’ DI PAGARE UN AFFITTO, POSSANO ACCEDERE A SPAZI COMUNI ADIBITI A LUDOTECA, CENTRO ANZIANI, ASSOCIAZIONISMO, CITTADINANZA, POSSANO USUFRUIRE DI SERVIZI EFFICACI E SEMPRE PIU’ACCESSIBILI E SOPRATTUTTO CI AUGURIAMO CHE NESSUNO DI NOI DEBBA PIU’ VERGOGNARSI DI VIVERE A BASTOGI.
GRAZIE
Linda, cittadina attiva e artigiana del laboratorio Il Tarlo del Progetto Mediazione Sociale Bastogi, ci racconta con com’è nata l’idea di questo laboratorio a metà tra incontro e artigianato.
Il Tarlo, voi penserete al titolo di un libro, e invece no, anche se era partito tutto così.
Con i mediatori, un giorno, abbiamo deciso di aprire sul territorio un laboratorio dove le persone del quartiere avessero un punto di ritrovo, dove oltre ad esporre problemi di cittadino si potesse anche imparare qualcosa in più. Inizialmente si era pensato ad un laboratorio di lettura, ma quest’idea non avuto un gran seguito, così pensando e ripensando la mente di Luana ha partorito l’idea: “perché non compriamo un pirografo?”. Detto, fatto, l’idea è piaciuta subito. Abbiamo comprato quest’aggeggio che può incidere il legno e che, con un po’ di fantasia, può essere utile per creare oggetti davvero bellissimi. Così l’idea ha preso a realizzarsi e il laboratorio d’incontro e artigianato si sta avviando.
Io sono l’ideatrice del nome, vi chiederete perché proprio Il Tarlo…perché ho voluto pensare ai nostri mediatori, che appunto come un Tarlo si sono insediati nella nostra vita facendoci scoprire che esiste un altro mondo oltre a quello che conosciamo, un mondo fatto di fantasia, che ognuno di noi può esprimere in mille modi, anche incidendo una piccola tavoletta di legno per farla diventare un oggetto unico che rappresenti una parte di noi. Perciò un grazie a loro e alla loro capacità di vedere oltre il quartiere, di vedere ogni singola persona e quello che può dare, di credere in noi e nelle nostre capacità.
Ma sto muretto che me da?
Prima sul muretto mi sentivo sicuro, protetto.
Un giorno m’ incontrai sul muretto mi diedi una capocciata e mi svegliai
Lasciai il mio amico per andare a cercare un’opportunità
Novità per poter cambiare
Decisi di buttarmi nella metro per girare la città
E lì il pensiero mi portava altrove
Con il cervello pieno di pensieri per poter cambiare questa vita…
Mo’ cambio muretto
ma quando scesi alla prima fermata,
mi resi conto che la vita era molto differente dal muretto sotto le chiappe,
qui c’è vita perché non muoversi?
Il via vai delle persone mi faceva stravedere molte idee e molte cose da fare…
Mo’ me fermo e vado a raccogliere due olive
mi viene voglia di ballare
un muratore smazzetta il muro
il postino che consegna lettere
qualcuno domanda a qualche altro
un mimo si imita allo specchio
viaggia un marinaio
Pieno di vita torno e guardo l’amico e dico: ma sto muretto che me da?
Scoppia muretto, ora l’aria è più “pulita”
Lia e Umberto

La Mediazione Sociale e il quartiere di Bastogi.Bastogi è un quartiere dove si manifesta visibilmente l’assenza totale delle istituzioni. Non c’è alcuna manutenzione pubblica dello spazio urbano, dei condomini e delle abitazioni, l’ illuminazione stradale è molto carente, gli allacci di acqua gas e luce sono così precari che mettono in pericolo gli stessi abitanti.
In questo contesto negli ultimi dieci anni il progetto Mediazione Sociale, ha lavorato alla formazione di una fitta rete di relazioni tra i cittadini attivi, cercando di avviare un confronto tra questi e le Amministrazioni locali e centrali per la gestione delle maggiori criticità.
Il lavoro svolto ha favorito la nascita di esperienze locali quali la polisportiva "Zona 18" e l'associazione "Bastogi a Colori".
Nell’ottobre del 2001, nasce un giornale locale, “BastoTg”, con il contributo dei progetti sociali operanti nel quartiere e di alcuni cittadini. Nel febbraio 2002 si attivava da parte del progetto mediazione sociale un percorso di formazione rivolto ai cittadini e alle cittadine che svolgevano in un ruolo attivo nella comunità. Nel marzo 2002, nei locali della palazzina E, si attivava un laboratorio artistico rivolto ai bambini. Nell’ ottobre 2002, si attivava nei locali della palazzina B un percorso di sostegno scolastico chiamato “il doposcuola” . A partire dall’autunno 2002, nello spazio sociale della palazzina C, si sviluppava un percorso di incontri e condivisione tra la cittadinanza che ha portato all’elaborazione di due idee su proposta degli e delle abitanti della palazzina stessa: l’apertura di uno sportello informativo sui servizi territoriali pubblici e privati, e un attività di cineforum, con una programmazione che teneva conto delle diverse fasce sociali (in particolare donne e bambini).
Nel febbraio del 2003 si costituiva autonomamente il primo “comitato” della palazzina C, a cui seguirono la formazione di comitati nella palazzina B, F, E, A e infine nella G, si fecero le prime riunioni del “Tavolo del quartiere”. Da gennaio 2004 il tavolo di quartiere in una serie di incontri presentava una piano unitario per far fronte alle criticità del quartiere, che veniva proposto in una serie di incontri, organizzati dal Municipio XVIII con il contributo del progetto Mediazione Sociale.
Nell’autunno 2004 il Progetto Mediazione e il Tavolo di quartiere di Bastogi si attivavano per organizzare, insieme a Legambiente e AMA, con l’apporto del Municipio XVIII l’iniziativa “Puliamo il mondo”, giornata in cui circa 100 persone si mobilitarono per rimuovere i rifiuti ingombranti rimasti abbandonati davanti alla palazzina A.
In seguito sull’iniziativa veniva allestita una mostra fotografica nei locali della palazzina C.
Successivamente, vista l’ampia partecipazione alla precedente manifestazione, si organizzava una nuova iniziativa per il quartiere “La festa dell’albero” promossa da Legambiente.
Nel 2005 si attivava, per volere di alcune cittadine delle palazzine, il laboratorio “Il Tarlo”, un laboratorio di artigianato e d’incontro e nato per volontà di alcune donne del quartiere, espressione tangibile di un rinnovato bisogno di protagonismo.
Nel 2006 viene attivato un tavolo tra Municipio, Comune e Provincia di Roma sulla riqualificazione del quartiere ed in particolare sul recupero degli spazi condominiali della palazzina C in cui viene prevista e progettata la creazione dello Spazio Arcobaleno, un luogo aperto ai cittadini per attività sociali e culturali nonché sede di servizi di prossimità quali lo Sportello di Mediazione Sociale, di ascolto e informazione, dello sportello “Informagiovani”, di uno spazio per anziani e di una ludoteca.
Nello stesso anno il Progetto mediazione sociale si attiva in un percorso di interviste mirate ad evidenziare le proposte dei cittadini per migliorare la qualità della vita nel quartiere, che sono state presentate nell’iniziativa “Stregati da Bastogi” in occasione della quale è stata esposta la mostra fotografica fatta dagli abitanti stessi per illustrare le risposte date ai questionari.
Nell’iniziativa sono anche emersi i risultati del lavoro dei Laboratori delle idee, ovvero le azioni di progettazione partecipata, mirate alla riqualificazione degli spazi comuni di alcune palazzine, adibibili ad attività sociali e di aggregazione. Tali proposte sono state esposte in un confronto pubblico tra i cittadini, L’Assessore alle Periferie del Comune di Roma, l’Assessore alla Sicurezza e ai Giovani del Comune di Roma, il Presidente del Municipio XVIII.
Il 28.12.2006 nasce un’associazione di quartiere denominata “Bastogi a Colori” (costituita soprattutto da donne), si intraprende con questa un percorso teso alla formazione dei cittadini interessati alla nascita di un’impresa artigianale che prevede un percorso di formazione su tecniche e teorie di sartoria e un percorso di accompagnamento al lavoro e all’autoimprenditorialità.
Nonostante l’entusiasmo delle donne, purtroppo dopo circa un anno dalla progettazione, il progetto “Bastogi a colori” (così come lo Spazio Arcobaleno), non ha avuto nessun riscontro concreto da parte della nuova amministrazione comunale che, oltre a chiudere le attività del Progetto Boomerang, rischia di far chiudere l’attività del Progetto Mediazione Sociale che terminerà il suo mandato a luglio 2009. entro questa data tutte le esperienze di lavoro sociale nate a Bastogi rischiano di scomparire.

Cosa hanno prodotto i progetti di mediazione socialeI progetti di mediazione sociale hanno agito sempre coinvolgendo i cittadini, parlando, intervistando, chiedendo informazioni sui bisogni e le questioni irrisolte del territorio. In questo modo raccogliendo le percezioni delle persone, hanno costruito un quadro generale di quello che pensava la gente, mentre contemporaneamente hanno fatto comunicare tra loro cittadini, istituzioni locali e centrali, associazioni, scuole, servizi pubblici, parrocchie.
Hanno mediato le controversie che spesso separavano tra loro cittadini e associazioni, hanno fatto emergere le azioni che tutti erano disposti a fare per affrontare questo o quel problema, hanno aperto sportelli informativi e agito anche nelle scuole, sostenendo i più giovani, gli insegnanti e il personale a collaborare per gestire insieme la comunicazione e le azioni.
I progetti hanno collaborato anche alla riqualificazione di parti del territorio insieme ai cittadini interessati e alle Istituzioni.
Attraverso tutte queste azioni hanno contribuito al miglioramento della qualità della vita sociale e delle relazioni tra le persone, stimolandole a partecipare e a trovare un progetto comune da confrontare con le istituzioni sostenendo il dialogo e la fiducia reciproca.
Il primo progetto di Mediazione Sociale è nato nel 1999 in tre quartieri: Largo Sperlonga (XX Municipio), Ponte di Nona (VIII Municipio), Quartaccio (XIX Municipio). Questo progetto terminerà a Luglio 2008
Il secondo progetto di Mediazione Sociale nasce nel Marzo del 2001, ed è promosso nei quartieri di Bastogi (XVIII Municipio), Tor del Fiscale (IX Municipio), Pietralata (V Municipio). Questo progetto terminerà a Luglio 2008
Nel 2007 iniziarono progetti a Saxa Rubra (Municipio XX), Trullo (Municipio XV), e Case Rosse (Municipio VII). Questi tre progetti terminano improvvisamente nell'estate del 2008 dopo appena un anno di lavoro (prima del cambio di amministrazione al Comune di Roma)
Roma 12 giugno 09 Alla cortese attenzione del Sindaco di Roma Gianni Alemanno e dell’ Ass.re alle politiche sociali Sveva Belviso
Scrivo in merito alla ventilata chiusura del Progetto Mediazione Sociale.
Il mio auspicio è che questa ipotesi non si realizzi.
Lavoro presso la redazione di Teleroma 56 dal febbraio del 2002 e nel corso di questi anni mi sono ripetutamente occupato delle tematiche connesse al disagio sociale della nostra città.
Quella del Progetto Mediazione Sociale è stata una prima risposta concreta (non isolata certo) che l’amministrazione ha fornito per contrastare il crescente abbandono sociale e culturale di determinati territori.
In particolare giudico prezioso il lavoro condotto dagli operatori nella realtà di Bastogi. Qui tra mille difficoltà si è comunque creata una rete di cittadini in grado di dialogare sia con interlocutori istituzionali sia con la cosiddetta società civile.
Centrare l’obiettivo di un reale riscatto della periferia urbana passa anche attraverso progetti come la Mediazione Sociale.
Distinti Saluti
Francesco Albanese