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Lo spazio della rete delle associazioni di quartaccio

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Attività più recente: 5 Ott

La Rete delle Associazioni di Quartaccio

Quartaccio, situato nel territorio del XIX Municipio, nasce negli anni ‘80 ed è composto da circa 650 alloggi con parcheggi, giardini, spazi e verde condominiale. Quartaccio, presentava un accentuato degrado degli alloggi e degli spazi urbani e la quasi totale mancanza di servizi di tipo commerciale e sociale. Dopo la sua costruzione, il quartiere venne subito occupato in maniera organizzata da famiglie di senza casa; un’esperienza collettiva che si rivelerà unificante e fondamentale per il senso di appartenenza di molti degli abitanti. Nonostante il permanere delle maggiori criticità precedentemente descritte, occorre rilevare, dai primi anni 2000, significativi miglioramenti socio ambientali in parte dovuti al nuovo assetto urbanistico, che, con la costruzione di due quartieri adiacenti, Torresina e Quartaccio 2, ha contribuito notevolmente al miglioramento del vivere quotidiano dei cittadini che hanno potuto usufruire di nuovi esercizi commerciali e di maggiori servizi. Parallelamente vi sono stati rilevanti investimenti da parte del Comune di Roma nella riqualificazione delle palazzine e degli spazi pubblici del quartiere. La sistemazione di Piazza Sand, la realizzazione partecipata della piazza antistante la chiesa, i lavori di ristrutturazione di molte delle palazzine, il potenziamento delle linee ATAC che oggi collegano Quartaccio con il centro della città, hanno portato al quartiere una nuova percezione del vivere quotidiano.

Inoltre l’azione congiunta dell’associazionismo locale e di alcuni progetti gestiti da cooperative sociali, uniti nella “rete delle associazioni di Quartaccio” hanno portato nel tempo a favorire la partecipazione della cittadinanza allo sviluppo del quartiere (apertura di spazi per l’incontro e la socialità, creazione di una cooperativa integrata, ecc.) e ha reso la percezione del cambiamento ancora più forte, iniziando così a sfumare quel radicato senso di abbandono percepito un tempo dalla gran parte dei cittadini.


L’esperienza della Rete delle associazioni di Quartaccio

Alla fine degli anni 90 iniziarono la loro attività nel quartiere alcuni Progetti finanziati dall’Amministrazione Comunale: l’educativa territoriale, la ludoteca, la mediazione sociale. Gli operatori dei tre progetti iniziarono un rapporto di collaborazione con l’Associazione Vivere al Quartaccio che gestiva uno sportello casa e che era l’erede del vecchio comitato di occupazione. Vi erano inoltre, all’interno della scuola elementare Andersen, una serie di insegnanti interessati ad occuparsi del rapporto tra scuola e territorio. Le tappe della collaborazione tra tutte queste realtà videro l’apertura dello “Spazio di Mediazione Sociale” all’interno della scuola elementare Andersen: un luogo, aperto al quartiere, deputato all’accoglienza e alla mediazione dei conflitti, nel quale si sono svolti i primi incontri della rete delle associazioni per affrontare in maniera integrata le criticità del quartiere. Da qui la creazione di uno sportello polivalente integrato in collaborazione con la scuola e l’associazionismo di quartiere per attività di consulenza, di informazione e di segretariato sociale. La rete iniziò poi a collaborare nella costruzione di eventi di quartiere come il carnevale del 2000 e iniziative di pulizia e di risistemazione di alcune aree verdi, coinvolgendo AMA, Legambiente e Municipio (Puliamo il mondo edizione 2000 e 2001). Parallelamente vi è stata l’edizione di un giornale di quartiere: Quartaccio news

L’esperienza del capolinea dell’autobus di Quartaccio:

"Tutto iniziò da una festa di carnevale: i ragazzi della comitiva volevano farla ma non si decidevano. Gli operatori dell’educativa territoriale e del progetto mediazione sociale si guardavano intorno in quella piazza desolata, piena di mondezza e di vecchi mobili buttati a ridosso dei cassonetti che non facevano passare la gente per prendere un autobus che non arrivava mai, l’unica via di collegamento con Primavalle. Così iniziò tutto. Fare una festa in mezzo alla mondezza, che tanto Luca il fruttarolo ci avrebbe aiutato a pulire la piazza che si era stancato di vendere frutta davanti alla mondezza. E così il primo appuntamento per pulire la piazzetta del capolinea ha visto una decina di operatori sociali (si erano aggiunti anche quelli della ludoteca) e un po’ di ragazzi (pochini) a pulire le aiuole per fare la festa di carnevale. Anche qualche giovane zingaro siciliano (i camminanti) si era unito, che gli piaceva andare in ludoteca e poi darci una mano. La festa si fece, un po’ triste, che faceva freddo. Decidiamo di farne un’altra in primavera che riesce meglio, scendono anche i genitori dei ragazzi, anche quelli dei ragazzi camminanti (gli zingari che erano accusati di sporcare e di lasciare mondezza fuori del cassonetto), a vedere e ad aiutare, spunta un decespugliatore e qualche adulto che gli piace fare il giardinaggio e che anzi tiene il giardino condominiale come un gioiellino. Un successone. Decidiamo di farla in grande per “Puliamo il mondo” di Legambiente, viene il camion dell’AMA con gli operai, siamo una cinquantina tra genitori, operatori e ragazzi, viene pure l’associazione Vivere al Quartaccio. Parliamo con l’AMA che ci dice che i mobili, i frigoriferi abbandonati sull’aiola dietro i cassonetti l’AMA non li può raccogliere che non è di sua competenza. Solo sul marciapiede li può raccogliere. Allora un cittadino ha un’idea: fa un cartello che viene messo lì sull’aiuola bene in vista: “se proprio dovete buttare rifiuti ingombranti buttateli sul marciapiede, non sull’aiola che l’AMA non li raccoglie”. Pensiamo domani il cartello scompare. Invece non scompare. Dura un giorno, una settimana, un mese. E i mobili abbandonati non ce li mettono più sull’aiuola. Anche perché adesso la gente la sente propria, Luca del banco abusivo di frutta distribuisce un questionario su come le persone vorrebbero la piazza e viene messa una mostra di foto accanto al banco, le foto dei ragazzi che ripuliscono l’aiuola. E l’ aiuola per mesi e mesi rimane pulita, ogni tanto scende qualcuno a dare una sistemata. Poi il municipio dà in gestione ad una cooperativa di giardinaggio la manutenzione del verde. Gli operai tolgono il cartello. Un mese dopo i mobili e i frigoriferi ricominciano ad accumularsi sull’aiuola."

Arriva il contratto di quartiere

Contestualmente a varie iniziative volte a riqualificare l'area del capolinea dell'autobus, lungo via Andersen, le associazioni iniziano una trattativa con l’ATAC per la ristrutturazione delle corse che servono il quartiere. In questo modo, dal 2003, Quartaccio è collegato con il centro della città grazie alla nuova linea 916. Inoltre la Rete delle associazioni sviluppa il primo progetto collettivo, realizzando, finanziati dal Comune di Roma, un progetto sulla educazione alla legalità per i giovani. Il progetto produsse un lavoro sulla memoria del quartiere realizzando un video che metteva a confronto il punto di vista dei ragazzi con quello degli anziani che raccontavano ai giovani le origini del quartiere, nato sulla scorta delle occupazioni di case degli anni 80. Le attività di questo progetto si svolsero all’ interno di un’ area degradata e abbandonata, che si comincio' a pensare come la futura piazza di Quartaccio. Qualche mese dopo la rete delle associazioni venne contattata dal Comune di Roma per partecipare al Contratto di Quartiere di Primavalle. Vista la grande partecipazione dei cittadini e le tante proposte raccolte il Contratto di quartiere di Quartaccio viene scorporato da quello di Primavalle.

La collaborazione al Contratto di quartiere di Quartaccio da parte di tutte le associazioni della RETE vede la realizzazione di incontri pubblici, di attività di animazione, la distribuzione di questionari, anche realizzati porta a porta, coinvolgendo circa centocinquanta famiglie, gli adolescenti ed i bambini delle scuole, in percorsi di progettazione partecipata. La restituzione dei risultati dei questionari e dei lavori del contratto di quartiere, fu poi effettuata attraverso la distribuzione in ogni condominio di un numero speciale di Quartaccio News,il giornale di quartiere realizzato dalla RETE.

Purtroppo il "contratto" non riusci ad essere finanziato dalle amministrazioni. Tuttavia, il Comune di Roma riuscì a realizzare in parte una serie di opere che il "contratto" prevedeva. In base al progetto partecipato è stata infatti realizzata la piazza di Quartaccio. Sull’onda di questi primi risultati il comune di Roma, al fine di non disperdere quel che era stato fatto e di continuare nel processo di partecipazione avviato con cittadini, le associazioni e le istituzioni locali, ha deciso di rilevare un casale in stato di abbandono, all’interno del quale è stato realizzato uno spazio sociale dedicato alla partecipazione del quartiere sede di servizi di prossimità utili ai cittadini.

Parallelamente fu varato il Progetto di Animazione Territoriale, il cui obiettivo era quello di ricomporre il tessuto sociale in maniera da favorire la partecipazione dei cittadini per poter intervenire successivamente a livello economico. Questo progetto, realizzato unitariamente dalla Rete delle associazioni, ha coinvolto in attività sociali, culturali e sportive centinaia di cittadini di ogni età realizzando un intervento basato sul lavoro di strada e sulla costruzione partecipata di servizi seguendo i bisogni manifestati dai cittadini attraverso la realzione quotidiana con gli operatori. Nel Casale è stato così realizzato uno Sportello Polivalente per i diritti dei cittadini, che ha messo insieme i servizi dedicati al diritto alla casa e all'abitare, con lo sportello informativo di mediazione e di segretariato sociale, con lo Sportello Antiusura. A tutt'oggi lo sportello continua anche in forma di CAF.

Quartaccio oggi

L’ultimo anno ha visto il quartiere affrontare il drammatico episodio dello “stupro di Primavalle” accaduto a Quartaccio nella piazza del capolinea del 916. L’episodio ha avuto un effetto drammatico sulla popolazione e si è temuto il verificarsi di episodi di ritorsione verso gli accampamenti che circondano il quartiere nella vallata che separa Quartaccio dai quartieri limitrofi. Nonostante una presenza pressante degli organi di informazione che tendevano a cercare immagini e dichiarazioni sensazionalistiche, il quartiere si è dimostrato molto più responsabile di quanto si potesse supporre e ha reagito in maniera composta e civile, incanalando la rabbia di molti in una manifestazione pubblica, una fiaccolata che ha visto centinaia di cittadini sfilare per le strade del quartiere. Questo episodio ha dimostrato l’importanza del lavoro svolto per anni dalla RETe delle associazioni all'interno del tessuto sociale del quartiere e la sua interpretazione in un’ottica partecipativa. Un modo di leggere la realtà sociale e di operare che crea quei legami sociali, quelle relazioni di mutuo soccorso e di rispetto che durano nel tempo e che dimostrano la loro importanza proprio di fronte ai momenti di crisi e agli episodi efferati.

Dopo il tragico evento dello stupro e a distanza di quattro mesi dalla fiaccolata ha illuminato le buie strade del quartiere e che reclamava il compimento delle opere di riqualificazione del territorio a partire dall’illuminazione pubblica, molte strade del quartiere sono ancora al buio. Di fronte a queta situazione alcuni cittadini e le associazioni della RETE hanno realizzato, una inziativa ispirata alla Guerrilla Lighting, una forma di azione sociale e artistica tipica dell’europa del nord che sfrutta la mancanza di illuminazione degli spazi urbani per produrre sculture e graffiti di luce, lanciando messaggi positivi e facendo capire quanto è importante illuminare lo spazio urbano dal punto di vista funzionale ma anche da quello artistico estetico.

Quindi, il 21 maggio dalle ore 21.00, ILLUMINIAMO QUARTACCIO, ha coinvolto centinaia di cittadini del quartiere e altrettanti venuti da tutta la città ad assistere alle azioni di Guerrilla lighting, alle atmosfere musicali e alle proiezioni dei laser contro le facciate delle case di via Flaubert.

Attualmente i servizi e i progetti aperti dalla amministrazione comunale sul territorio, hanno subito un drastico ridimensionamento, essendo stato chiuso dalla nuova amministrazione sia il progetto di Animazione Territoriale che quello di Mediazione Sociale.

Il Contratto di quartiere: QUI:

Dell'esperienza di Quartaccio si parla anche QUI

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12 Commenti

mauro ravioli Commento da mauro ravioli su 4 Agosto 2009 a 17:24
la romeo grazie alle segnalazioni dell'associazione vivere al quartaccio sta eseguendo i lavori di riparazione degli immobili , e a settembre inizierà la sostituzione dei portoni e dei citofoni , un primo deciso passo verso quella riqualificazione da tempo promessa e mai attuata , continuate a segnalare i problemi , insieme cercheremo di risolverli , grazie e buone ferie a tutti/e
partecipazione Commento da partecipazione su 27 Maggio 2009 a 10:04
Domenica prossima, 31 maggio, a Torresina si terrà la prima giornata dedicata al Baratto. L'iniziativa si chiama "Svuota Garage" ed è aperta anche all'esterno del quartiere. Chi ha qualcosa da barattare si metta in contatto con Marta Guarnacci per avere il suo...Posto al sole (speriamo che non faccia troppo caldo!!!).
Per prenotare il "BANCHETTO" si deve mandare una mail all'indirizzo barattotorresina@gmail.com oppure chiamare direttamente il numero 377.3074419.

L'idea di Baratto, quindi di riuso degli oggetti, è alla base di un'economia più sana, meno consumistica e più rispettosa dell'ambiente. Oltre a rappresentare una straordinaria occasione di risparmio, soprattutto per le famiglie con bambini. A Torresina vogliamo prenderla molto sul serio.

Appuntamento nel parcheggio davanti al capolinea di via Andrea Barbato, domenica 31 maggio, dalle 9,00 alle 13,00

Ricordo inoltre che è stato riattivato il FORUM dedicato al BARATTO su Torresina.net e presso gli Uffici Parrocchiali attraverso lo sportello di counselling familiare (curato da Alessia Travaglini ed aperto il secondo ed il quarto sabato mattina di ogni mese) potrete trovare un elenco con oggetti da Barattare.

FORZA BARATTO!!!!
mauro ravioli Commento da mauro ravioli su 22 Maggio 2009 a 17:34

COME SEMPRE IL PRESIDENTE DELL'ATAC MASSIMO TABACCHIERA DIMOSTRA TUTTA LA SUA SENSIBILITA' VERSO LE PERIFERIE ROMANE E LA GENTE CHE CI VIVE E LAVORA PER RENDERLE MIGLIORI , ANCORA UNA VOLTA ARRIVA DA LUI LA CONVIZIONE CHE IL LAVORO QUOTIDIANO CHE FACCIAMO DA 20 ANNI SIA L'UNICA SOLUZIONE PER DARE VOCE A QUELLE PERIFERIE TROPPO SPESSO USATE SOLO PER FAR ACCRESCERE NELLA GENTE UNA SENZAZIONE DI INSICUREZZA DA PARTE DELLE ISTITUZIONI E DEI MEDIA , CHE LA PAROLA PARTECIPAZIONE , A PARTE QUALCHE RARO POLITICO , SIA SBANDIERATO DAI NOSTRI AMMINISTRATORI PER RAGIONI DI MERA PROPAGANDA E MAI USATA COME UNICA AZIONE INSIEME AI CITTADINI PER COSTRUIRE UN PROGETTO CONDIVISO CHE VADA INCONTRO AI REALI BISOGNI DEI CITTADINI . PER QUESTO LO RINGRAZIAMO ANCORA PUBBLICAMENTE , PERCHE' ANCHE DOPO CHE LE LUCI DELLE TELECAMERE SI SONO SPENTE , A PARTE QUEI POCHI POLITICI CHE NELLE PERIFERIE NON SONO MAI MANCATI , LUI IN PRIMA PERSONA CON L'AZIENDA CHE RAPPRESENTA , E' VENUTO A PARLARE PER COSTRUIRE , E SOPRATUTTO MANTIENE GLI IMPEGNI PRESI MERCE RARA NEL NOSTRO PAESE... GRAZIE PRESIDENTE
atac


II Presidente


Al Presidente dell'Associazione Vivere al Quartaccio Mauro Ravioli



Gentile Presidente,

imprevisti impegni istituzionali non mi consentono di partecipare all'iniziativa che si svolgerà
questa sera nel vostro quartiere.

Un evento che Atac ha condiviso e che riscuoterà, sono certo, l'interesse e l'entusiasmo dei cittadini di Quartaccio.
Quando una Comunità come la vostra trova le energie per raccontare i propri sogni e le proprie speranze, così come avete fatto voi in questo ultimo difficile anno, si rafforza in me la convinzione che la strada giusta sia quella dell'ascolto e della partecipazione delle istituzioni ai bisogni dei cittadini.
E' per questo che oggi, dopo aver condiviso con voi l'urgenza di spostare in un luogo più sicuro la fermata dell'autobus tristemente nota alla cronaca, a cui i tecnici di ATAC hanno dato immediato seguito, rinnovo il mio impegno verso il vostro quartiere confermando che entro la metà del mese di giugno verrà aperto il cantiere per la messa in sicurezza del capolinea del 916.
Come ho già avuto modo di illustrarvi, l'intervento prevede l'istallazione di 13 telecamere di cui una posizionata in una via limitrofa, verrà illuminata I' area del capolinea e alcune strade interne. Una colonnina per s.o.s. completerà il progetto.
Sono certo che ciò contribuirà a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il mio augurio è di rincontrarvi presto per proseguire insieme un lavoro comune.
partecipazione Commento da partecipazione su 13 Maggio 2009 a 10:27

Spazio Prossimo Quartaccio Punto Informativo
Diritti e Cittadinanza


Servizi:

CAF:
Compilazione 730, RED ISEE, UNICO

Casa e territorio:
Pratiche Romeo, ATER, privati,

Lavoro:
Informazioni e consulenza a precari, disoccupati, inoccupati (LR 4\2009), orientamento al lavoro, compilazione curriculum.

Segretariato Sociale:
Informazioni sui diritti e accoglienza di qualunque tipo di problema sociale ed esigenza specifica, facilitazione dell' accesso ai servizi sanitari e\o sociali, pubblici e privati, contatti con persone e gruppi della comunità locale.

Mediazione sociale:
sostegno e consulenza alla cittadinanza attiva, accoglienza e ascolto dei cittadini riguardo problematiche conflittuali individuali e di gruppo.

Consulena legale gratuita:
su appuntamento

Aperto
Lunedi e Mercoledi dalle 9,30 alle 13.00

Martedi e Giovedi dalle 16.00 alle 19.00

presso "il Casale"
via del Podere Fiume SNC

A cura di: Rete delle Associazioni di Quartaccio per il Quartiere Partecipato: Associazione Vivere al Quartaccio, ARCA, Mediazione Sociale, Rete informativa Penelope
luca Commento da luca su 8 Maggio 2009 a 10:33
Buongiorno, se devo dirmi la verità inizialmente ero titubante sulla Mediazione Sociale non sapevo di cosa si occupava ne tantomeno sapevo se potesse servire a Quartaccio. Credevo che ero uno dei tanti progetti che il Comune metteva in atto senza sapere neanche loro di cosa realmente si occupavano, ma devo ammettere che quando a collaborato con loro per la prima volta sulla riqualifica del Copolinea (all'epoca il 996, oggi 916) mi sono ricreduto e con andare avanti con gli anni, la mia comprensione dei risultati della partecipazione è cresciuta.

Tutto è iniziato cosi per caso un pomeriggio del 1999: gli operatori del progetto erano in giro per il quartiere e io ero vicino al capolinea con il mio gruppo di amici , io un po' incuriosito e un po protettivo, sono andato a parlare con quelle facce nuove del quartiere.

Inizialmente mi sembrava una utopia che i sinti camminanti (i cosidetti “zingari” napoletani che sono a Quartaccio da molto tempo), i ragazzi della mia comitiva, e gli abitanti della piazza intorno al capolinea, si potessero mettere d'accordo per un obiettivo comune. Invece gli operatori usando diciamo la leva di noi ragazzi per una occasione di svago e di aggregazione e la voglia di riqualificare il quartiere, ci hanno proposto, insieme con l'associazione Vivere al Quartaccio, e l’ Ass. G.I.S Marameo di fare una festa all'interno del piazzale del capolinea. Prima tutti insieme pulivamo e poi montavamo il tutto per la festa.

Devo ammettere la mia sorpresa nel vedere i sinti camminanti (considerati all'epoca da quasi tutto il quartiere per quelli che sporcavano e creavano solo casini) molto attivi per riqualificare quell'area, insieme ai ragazzi, ai bambini della ludoteca e da molti abitanti della piazza scesi per curiosità. Quell’esperienza l’abbiamo ripetuta più e più volte. Ora quell'area è ancora riqualificata e molte altre iniziative sono state fatte: da quell’espereinza si è poi partecipato al Contratto di quartere, poi è nato un progetto di animazione territoriale in cui noi abitanti siamo stati protagonisti, si è creata la piazza del quartiere in maniera partecipata.

Io sono convinto che con la partecipazione attiva dei abitanti ogni quartiere degradato può riqualificarsi e non essere solo un quartiere dormitorio.
partecipazione Commento da partecipazione su 6 Maggio 2009 a 10:06

Da oggi Quartaccio è su Facebook klikkando qui
partecipazione Commento da partecipazione su 28 Gennaio 2009 a 21:03

Comunicato stampa della RETE DELLE ASSOCIAZIONI DI QUARTACCIO :
STUPRI, SCRITTE E CATTIVO GIORNALISMO
In questi giorni, in seguito a quello che è stato definito
"lo stupro di Primavalle" i giornali e le TV si sono prodotti nell’
additare il quartiere di Quartaccio come un bronx razzista e assetato
di vendetta, creando una cornice fittizia in cui inserire gli sfoghi
di rabbia di tutti quei cittadini giustamente indignati per l'accaduto
e per le condizioni di degrado e abbandono del quartiere in cui la
violenza è maturata.
Lunedi 26 gennaio scorso, diverse centinaia di
abitanti insieme alle associazioni del quartiere e ad altri comitati
dei quartieri vicini, hanno voluto rispondere CIVILMENTE alla tragedia
che ha colpito in primis la loro concittadina aggredita, con una
fiaccolata composta, determinata e dignitosa che ha “illuminato” le
buie strade di Quartaccio. Una indignazione che non scade nel razzismo
ma fa proposte di riqualificazione del territorio e che è stata
colpevolmente ignorata da tutti i giornali. Oggi, 28 Gennaio 2008,
Quartaccio è sui principali quotidiani a causa di alcune scritte sui
muri apparse da qualche giorno (come dimostra un video su youtube
datato 26 gennaio) e non nel pomeriggio di ieri, come qualcuno ha
scritto. Ci troviamo di fronte, evidentemente, a una notizia costruita
e a una strumentalizzazione di cui il nostro quartiere, già provato dai
recenti fatti e dai suoi annosi problemi, non sente affatto bisogno.
partecipazione Commento da partecipazione su 28 Gennaio 2009 a 9:30

Stupro Primavalle: le Luci sulla Città
Da www.torresina.net

Maggiore sicurezza e lotta al degrado sono due richieste urgenti che provengono da tutta la periferia romana ma nessun rimedio sarà valido se non si parte dalle persone, dai residenti


di Gian Tonino Ianitusi - 25/01/2009


La vicenda della "donna stuprata a Primavalle" è l'emblema dei nostri tempi. Cerchiamo soluzioni semplici a problemi complessi, soluzioni che non servono alla vita quotidiana ma agli spot televisivi ed agli articoli sensazionalistici sui giornali. Scrivo queste righe prima delle sedute straordinarie dei Consigli Comunale e Municipale sulla Sicurezza, ignorando quali potrebbero essere le soluzioni che verranno proposte.

Esprimo la mia personale solidarietà alla donna violentata a via Andersen (non a Primavalle!!!) come a tutte le donne che subiscono violenze nel mondo, sia fisiche che morali e mi auguro che i responsabili vengano presi al più presto, sperando che non finiscano agli arresti domiciliari come lo stupratore di capodanno.

Questo episodio di cronaca nera ha scatenato i media su due argomenti assai cari al nostro Sindaco, Sicurezza e lotta al Degrado (oltre all'immigrazione che tengo volutamente fuori dal discorso). Mi permetto di offrire qualche spunto di riflessione affinché una situazione critica possa essere trasformata in una opportunità per migliorare le cose.

SICUREZZA

Se arrivassero le camionette dei militari ai capolinea sarebbe tanto di guadagnato anche se a mio modesto parere,al di la dei costi, basterebbe rafforzare le forze di pubblica sicurezza della zona per avere subito dei benefici senza scomodare i soldati; basti pensare che per un Municipio immenso come il nostro c'è solo una volante di agenti a disposizione senza considerare che il poliziotto di quartiere non si è mai visto. E' da tempo che si chiede un presidio fisso di polizia o carabinieri nella zona Torresina-Quartaccio che dista dal
commissariato più vicino (Primavalle) almeno tre chilometri e dalla caserma di Ottavia molti di più.

VIDEOSORVEGLIANZA

Sarebbe opportuno estendere la videosorveglianza a tutti i capolinea di periferia; questo non risolverà tutti i problemi ma rappresenterà una soluzione di deterrenza valida ed economica che potrebbe essere estesa anche ad altri luoghi del quartiere; a Torresina ad esempio hanno elaborato un progetto di tele-vigilanza ma poi hanno dovuto desistere a causa dei tanti paletti che ancora pongono le istituzioni (a cominciare dalla Prefettura) a questo tipo di soluzione. Si paventa lo spauracchio del Grande Fratello ignorando che, ad oggi, siamo già
tutti schedatissimi se giriamo con un telefono cellulare.

ILLUMINAZIONE

Un altro fattore importante per la sicurezza è l'illuminazione. Nel caso in questione il capolinea è illuminato così come tutto il quartiere di Quartaccio almeno nella strada principale che è via Andersen. Se serve qualche luce in più (magari lampioni a led così moltiplichiamo le postazioni abbassando i costi della luce e la manutenzione) è nelle strade secondarie, così come servirebbe qualche lampione nelle vicine via Quartaccio (l'entrata dell'insediamento abusivo, non a caso buia), via del Monte della Capanna e via della Valle dei Fontanili come hanno richiesto tutti i comitati di zona dopo l'investimento ed uccisione di un anziano signore che attraversava la strada al buio per prendere un autobus dove non è mai salito.

Un altro luogo che sta diventando critico per illuminazione e sicurezza e piazza Gino Pallotta. La piazza ancora non c'è se non in parte, i fondi per realizzarla sono stati stanziati nel 2007 ma tutto tace e dei lampioni previsti non c'è neanche l'ombra; peccato che la piazza ospita un asilo e la mattina le mamme sono costrette a schivare profilattici e fazzoletti di carta per portare i propri figli al nido; senza considerare che l'oscurità della piazza impedisce all'atac di far transitare l'autobus e questo crea disagio a chiunque volesse arrivare alla struttura senza prendere l'automobile.

LOTTA AL DEGRADO

I lampioni mancanti della piazza che non c'è, piazza Pallotta, ci danno modo di arrivare però al punto successivo; non è un caso che determinati atti di violenza si manifestino negli angoli bui della periferia: degrado chiama degrado. Così insegna la nota "Teorie delle finestre rotte". Si tratta di "una teoria epidemica della criminalità".

Afferma che la criminalità è un fenomeno contagioso, come è contagiosa una tendenza della moda, che può iniziare con una finestra rotta e diffondersi a un'intera comunità. L'impulso ad assumere un determinato comportamento non parte da un particolare tipo di persona, ma da una caratteristica dell'ambiente circostante.

Questo significa che se viene danneggiato un lampione e non lo riparo subito, ho buone probabilità che alla fine i lampioni da riparare aumenteranno a due o tre; un po' come le scritte sui muri, le deiezioni canine ed i sacchetti di spazzatura ai lati dei cassonetti. Per combattere la violenza nella metropolitana di New York è stato sufficiente far pagare il biglietto a tutti i viaggiatori e rimuovere le scritte sui vagoni della metro appena venivano fatte. Ho buona ragione di credere che la lotta al degrado parta dalla lotta al decoro. E questa lotta migliori la percezione di sicurezza che hanno i cittadini.

Sarebbe bello poter verificare che per migliorare la qualità della vita nelle periferie, più che di cani poliziotto e manganelli siano sufficienti i libretti delle multe degli operatori ecologici e dei vigili urbani. Ma non solo…

LUOGHI DI AGGREGAZIONE.

In questi giorni una tv molto ignorante ed una stampa superficiale ha parlato dello "Stupro di Primavalle" ignorando il fatto che Quartaccio non è Primavalle ma è una realtà più vicina a Torrevecchia e Torresina. Mi ha fatto rabbia un video apparso su l'edizione romana di Repubblica.it dal titolo emblematico "Viaggio sul Bus della paura" dove una coraggiosissima giornalista prendeva il bus 916 dal capolinea di piazza Venezia a quello di via Andersen. Era sera, pioveva, e lei rimarcava il fatto che le strade erano deserte, abbandonate quasi ci
fosse un coprifuoco; e con quale sollievo riprendeva l'autobus per tornarsene al centro di Roma… Che bel servizio, che spettacolo di razzismo nei confronti di un semplice quartiere dormitorio come lo sono tutti dalle nostre parti, come si trovano in tutte le periferie romane e non. Hanno dato un'ottima prova di giornalismo-spettacolo.

SOCIAL-SHOPPING A TORRESINA

Però una cosa va detta: da noi mancano luoghi di aggregazione sociale se si esclude il Centro Commerciale Torresina… Dalle nostre parti come credo un po' ovunque nelle periferie, i residenti possono fare solo un'aggregazione da social-shopping. A Torresina aspettiamo un Parco Giochi (già finanziato all'inizio del 2007) che non è ancora pronto neanche su carta nonostante la partecipazione dei cittadini e del Comitato alla stesura del progetto; non esistono centri anziani, campetti parrocchiali ne panchine in un quartiere che è abitato ormai
da sei anni! E questo non è degrado? Prima di tutto degrado morale e poi negazione al diritto di socializzare e senza socializzazione, senza luoghi di aggregazione ci sentiamo tutti più soli e indifesi, ci chiudiamo dentro casa ed abbiamo paura anche della nostra ombra.

IL COLLAUDO INFINITO DELL'ARCHEOPARCO

Per avere un parco i residenti di Nuovo Quartaccio aspettano da mesi un collaudo (si, mancano i soldi per un semplice collaudo del Parco, da quasi un anno) che gli permetterebbe di godere di una struttura bella e preziosa, un parco archeologico. Dietro al Casale Mordillo di via del Podere Fiume c'è un piccolo Parco Giochi per bambini nuovo di zecca ma abbandonato e incompleto e non se ne capisce il motivo.

IL CONTRATTO DI QUARTIERE "QUARTACCIO"

Non si hanno più notizie del Contratto di Quartiere "Quartaccio" che avrebbe dovuto riqualificare proprio il quartiere dove si è consumato lo stupro. E' un Progetto di riqualificazione e connessione degli spazi aperti a Quartaccio che interessano e ampliano gli ambiti pedonali del quartiere, prevedendo un potenziamento dell'illuminazione esistente, la creazione di aree gioco per bimbi ed adolescenti, un'area cani ed un campetto polivalente oltre a sistemazioni vegetazionali. Sembrano cose ovvie, quasi banali ma non lo sono a Quartaccio come mancano a Torresina ed in tanti altri luoghi della nostra immensa periferia dove si fa presto a costruire nuovi insediamenti mentre i servizi e gli spazi di aggregazione possono anche non arrivare mai.

Caro Sindaco,
maggiore sicurezza e lotta al degrado sono due richieste urgenti che provengono da tutta la periferia romana ma nessun rimedio sarà valido se non si parte dalle persone, dai residenti;
A queste domande possono essere date risposte semplici ma di scarso valore nel tempo oppure complesse e destinate a trasformare in positivo il territorio. Mi auguro che nel Consiglio Comunale di giovedì non troverete solo soluzioni adatte per uno spot alla tv ma soprattutto ai residenti. Quartaccio è abitato da tante persone che si alzano tutti i giorni per andare a lavorare e tornano a casa la notte, magari con l'autobus.Tutta la zona Quartaccio-Torresina ha bisogno di luoghi d'incontro; maggiore sarà la possibilità di aggregazione e
maggiore sarà il collante sociale ed il senso di comunità che crea lo spirito civico.

E' necessario rafforzare il ruolo di comitati di quartiere ed associazioni sul territorio, perché le luci sulla città, si potranno accendere solo scaldando i cuori dei tanti cittadini attivi che si
dedicano a migliorare la qualità della vita nel luogo dove abitano in un quartiere qualsiasi della nostra amata capitale d'Italia.
partecipazione Commento da partecipazione su 27 Gennaio 2009 a 21:00

PULP REALITY (ancora sullo stupro di Quartaccio)
Da http://imprecario.ilcannocchiale.it/

La dignità non interessa ai giornalisti. Al massimo si concede un trafiletto ad un quartiere che rifiuta di essere etichettato come "Bronx" o "terra di nessuno" e per questo scende in strada con determinazione ed una indignazione composta. Per esprimere solidarietà ad una donna, vittima della violenza maschile, per affermare che le baraccopoli sono prima di tutto un problema umanitario, per spiegare che l'insicurezza è la conseguenza del degrado urbano e della mancata realizzazione di servizi sociali e delle normali opere di urbanizzazione.
Quello che è successo ieri a Quartaccio è dissonante con l'immagine di luogo anonimo e insicuro appiccicata in questi giorni dai media al quartiere.
IIeri si è vista una comunità che calca le strade del proprio territorio, non gente anonima. Persone che si conoscono bene e che, pur nella difficoltà e nelle contraddizioni della convivenza, reclamano condizioni di vita dignitose. Un quartiere di gente operosa, di lavoratrici e lavoratori che negli anni ha sempre saputo rimboccarsi le maniche li dove l'amministrazione pubblica era ed è carente. Certo, c'è anche il degrado. Quello umano e quello urbano, ci sono pulsioni razziste e violente, come ovunque. Ma a Quartaccio la dignità e l'intelligenza sono più forti.
I media si aspettavano un drappello di emuli di chuck norris con la bava alla bocca pronti a menare le mani.
Senza la pozza di sangue, la spedizione punitiva, l'ingiuria razzista la notizia non c'è.
Purtropo per loro niente materiale per un bel servizio truculento a colori da mandare in onda prima delle immagini in bianco e nero sulla giornata della memoria.
partecipazione Commento da partecipazione su 24 Gennaio 2009 a 19:59

La violenza perpetrata contro le donne è una violazione dei diritti umani, un problema sociale non ancora sufficientemente riconosciuto e denunciato a livello locale, ma anche a livello nazionale e europeo. Oggi i casi di violenza sulle donne sono purtroppo diffusi in tutto il mondo e sono per lo più il risultato dello stato di degrado in cui la nostra società sta scivolando. La maggior parte delle donne non denuncia e non viene supportata psicologicamente.
Gli episodi di violenza a danno delle donne che si sono scatenati a Roma in questi giorni di gennaio sono molti e ricordarli fa paura. Ora però le cittadine ed i cittadini sono stufi di assistere inermi e a Quartaccio, dove è avvenuta una delle ultime violenze, hanno deciso di mobilitarsi.


Quartaccio è un quartiere sconosciuto a molti. Nei giorni scorsi i giornali lo hanno confuso con Primavalle. Ma i quartaccesi sono abituati ad essere dimenticati. Infatti una serie di circostanze complesse hanno determinato le condizioni per un accentuato degrado degli alloggi e degli spazi aperti, la carenza o totale mancanza di servizi essenziali di tipo commerciale ma soprattutto di tipo sociale hanno aggravato la situazione.


La scorsa consiliatura aveva cercato di intervenire avviando un processo sperimentale dal basso, conquistando la fiducia della cosiddetta “democrazia di prossimità”, rafforzando il tessuto sociale per consentire in una seconda fase di compiere interventi di tipo economico in grado di far decollare il territorio. Ma purtroppo la nuova Giunta non ha ritenuto opportuno investire sull’animazione territoriale ed il quartiere è ripiombato nel buio.


Di motivi per essere arrabbiati i quartaccesi ne hanno molti e la violenza dei giorni scorsi ha contribuito a riaccendere gli animi. E' così che l’associazione Vivere al Quartaccio, il Comitato di quartiere Torresina, ARCA, Rete per la Partecipazione e GIS Marameo, hanno deciso di promuovere una fiaccolata per lunedì 26 gennaio alle ore 19 al capolinea del 916 in Via Andersen. Con questa iniziativa i cittadini di Quartaccio vogliono dire basta “ad una politica sulla sicurezza che manda l’esercito per le foto dei turisti alle stazioni della metro e lascia al buio le periferie” e riportare, non solo simbolicamente, la luce in questa periferia buia e dimenticata dall'amministrazione.

Aderiscono alla manifestazione il Circolo Marina Rossanda, l’Associazione per la Sinistra, Sinistra Democratica Primavalle, Sinistra Democratica Balduina, Circolo “G.Puletti” di Prmavalle.

Da www.linkontro.info
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