PARTECIPAZIONE A BASTOGI
Bastogi è un ex residence per l’assistenza alloggiativa, situato nella prima periferia del Municipio XVIII, tra via Boccea e via Torrevecchia. E’ formato da cinque palazzine (denominate A, B, C, E, F) destinate all' accoglienza di nuclei familiari sfrattati o comunque sprovvisti di domicilio adeguato. Gli abitanti si misurano quotidianamente con le carenze strutturali di servizi, trasporti e viabilità. Ilproblemi più impellenti riguardano la mancanza di una chiara politica rispetto al futuro abitativo delle famiglie; la assenza totale delle istituzioni sul territorio si manifesta in termini di assenza manutenzione e cura dell'ambiente e delle case, di assenza di illuminazione stradale, la precartietà degli allacci di acqua gas e luce che mettono in pericolo gli stessi abitanti. In questo contesto da anni e con fatica e assenza di risorse sono presenti alcuni progetti di intervento sociale improntati alla partecipazione dei cittadini. Il progetto Mediazione Sociale, che ha lavorato alla formazione di una fitta rete di relazioni tra i cittadini attivi, cercando di avviare un confronto tra questi e le Amministrazioni locali e centrali, nel tentativo di ricostruire obiettivi comuni alla cittadinanza e alle istituzioni per la soluzione o per la gestione delle maggiori criticità, il Progetto Boomerang, finanziato dai fondi 285 che si occupa di educativa territoriale per adolescenti, la polisportiva "Zona 18" e l'associazione "Bastogi a Colori"che vede protagoniste alcune donne del quartiere nella costruzione di occasioni di reddito e di organizzazione sociale. E' aperto inoltre uno sportello di “ Ascolto, informazione e mediazione sociale” all’interno dei locali condominiali della Palazzina C. Lo Sportello si propone come mediatore all’interno del rapporto tra i cittadini e le istituzioni, svolgendo una funzione di “ponte” tra il territorio e i servizi, attraverso un lavoro costante di attiva messa in comunicazione.
La partecipazione nel quartiere ha una sua storia:
Nell’ottobre del 2001, contestualmente all'avio del progetto mediazione sociale, nasce un giornale locale, “BastoTg”, con il contributo dei progetti sociali operanti nel quartiere e di alcuni cittadini. Nel febbraio 2002 si attivava un percorso di sensibilizzazione rivolto ai cittadini e alle cittadine che naturalmente svolgevano già in maniera più o meno consapevole un ruolo attivo nelle dinamiche relazionali della comunità. Nel marzo 2002, nei locali della palazzina E, si attivava un laboratorio artistico rivolto ai bambini frutto della collaborazione tra i vari progetti e i cittadini del quartiere. Nell’ ottobre 2002, si attivava nei locali sociali della palazzina B un percorso di sostegno scolastico chiamato “il doposcuola” . L’idea nasceva dai progetti mediazione sociale e boomerang con le scuole dei vicini quartieri. Alcuni di questi bambini cominciarono anche a scrivere per il giornale di quartiere. A partire dall’autunno 2002, nello spazio sociale della palazzina C, si sviluppava un percorso di incontri e condivisione tra la cittadinanza che ha portato all’elaborazione di due idee su proposta degli e delle abitanti della palazzina stessa: l’apertura di uno sportello informativo sui servizi territoriali pubblici e privati, e un attività di cineforum, con una programmazione che teneva conto delle diverse fasce sociali (in particolare donne e bambini). Nel febbraio del 2003 si costituiva autonomamente il primo “comitato” della palazzina C, a cui seguirono la formazione di comitati nella palazzina B, F, E, A e infine nella G, nascevano anche i primi tavoli di quartiere. Nella primavera 2003 i comitati di palazzina iniziavano una serie di assemblee con lo scopo di affrontare in maniera unitaria le problematiche inerenti la situazione abitativa. inerenti la situazione abitativa.
Nell’ ottobre 2003, parallelamente all’esperienza dei comitati, nascevano i primi tavoli di quartiere, aperti al confronto dei cittadini di tutte le palazzine. Da gennaio 2004 il tavolo di quartiere e il movimento dei comitati in una serie di incontri presentavano una piano unitario per far fronte alle criticità del quartiere, che veniva proposto in una serie di incontri, “i tavoli municipali” su Bastogi, organizzati dal Municipio XVIII con il contributo della Mediazione Sociale.
Nell’autunno 2004 il Progetto Mediazione e il Tavolo di quartiere di Bastogi si attivavano per organizzare, insieme a Legambiente e AMA, con l’apporto del Municipio XVIII l’iniziativa “Puliamo il mondo”, giornata in cui circa 100 persone si mobilitarono per rimuovere i rifiuti ingombranti rimasti abbandonati. In seguito veniva allestita una mostra fotografica sull’iniziativa nei locali della palazzina C. Successivamente, vista l’ampia partecipazione alla precedente manifestazione, si organizzava una nuova iniziativa per il quartiere “La festa dell’albero” promossa da Legambiente e un pranzo organizzato dalle donne del quartiere. Nel 2005 si attivava, per volere di alcune cittadine delle palazzine, il laboratorio “Il Tarlo”, un laboratorio di artigianato e d’incontro e nato per volontà di alcune donne del quartiere, espressione tangibile di un rinnovato bisogno di protagonismo. Nel 2006 viene attivato un tavolo tra Municipio, Comune e Provincia di Roma sulla riqualificazione del quartiere ed in particolare sul recupero degli spazi condominiali della palazzina C in cui viene prevista e progettata la creazione dello Spazio Arcobaleno, un luogo aperto ai cittadini per attività sociali e culturali nonché sede di servizi di prossimità quali lo Sportello di Mediazione Sociale, di ascolto e informazione, dello sportello “Informagiovani”, di uno spazio per anziani e di una ludoteca. Nello stesso anno il Progetto mediazione sociale si attiva in un percorso di ricerca azione che coinvolge una parte della popolazione. I risultati di interviste mirate ad evidenziare i punti di forza e di debolezza del quartiere, i conflitti esistenti e le modalità di attivazione delle persone, sono state restituite nell’iniziativa “Stregati da Bastogi” in occasione della quale è stata esposta la mostra fotografica che rappresenta le metafore sul quartiere che i cittadini hanno fornito durante le interviste. Nell’iniziativa sono anche emersi i risultati del lavoro dei Laboratori delle idee, ovvero azioni di animazione e di rimessa in comunicazione in cui i cittadini hanno sviluppato le proprie capacità di reciproca interazione, di protagonismo e di autodeterminazione favorendo la partecipazione e l’attivazione di percorsi di progettazione partecipata, mirante alla riqualificazione degli spazi comuni di alcune palazzine, adibibili ad attività sociali e di aggregazione. Tali proposte sono state esposte in un confronto pubblico tra i cittadini, L’Assessore alle Periferie del Comune di Roma, l’Assessore alla Sicurezza e ai Giovani del Comune di Roma, il Presidente del Municipio XVIII. Il 28.12.2006 nasce un’associazione di quartiere denominata “Bastogi a Colori” (costituita soprattutto da donne), si intraprende con questa un percorso teso alla formazione dei cittadini interessati alla nascita di un’impresa artigianale. “Bastogi a colori”, quindi oltre ad essere il nome dell’associazione, è anche la denominazione di un progetto che prevede un percorso di formazione su tecniche e teorie di sartoria e un percorso di accompagnamento al lavoro e all’autoimprenditorialità. Nonostante l’entusiasmo delle donne, purtroppo dopo circa un anno dalla progettazione, il progetto “Bastogi a colori” (così come lo Spazio Arcobaleno), non ha avuto nessun riscontro concreto da parte delle amministrazioni. Anzi, la nuova amministrazione, oltre a destinare altrove i fondi per la realizzazione dello Spazio Arcobaleno, minaccia di non finanziare le attività del Progetto Boomerang, mentre l’attività del Progetto Mediazione Sociale terminerà a luglio 2009. antro un anno le esperienze nate sul territorio rischiano di morire.
Devi essere membro di Partecipare a Bastogi per aggiungere commenti!