Informazioni

Partecipare al Trullo

Notizie e testimonianze di chi vive o lavora ne quartiere del Trullo

Membri: 4
Attività più recente: 22 Apr

Forum di discussione

Avvia una discussione

Nessuno ha ancora aggiunto discussioni! Aggiungi una discussione per cominciare.

Avvia una discussione

Spazio commenti

Aggiungi un commento

Devi essere membro di Partecipare al Trullo per aggiungere commenti!

marga Commento da marga su 26 Gennaio 2009 a 12:30
ciao a tutti i menbri ...sono una operatrice sociale e futura mamma che vive al trullo da poco tempo ..ma abbastanza da capire le problematiche di questo quartiere....
mi sento abbastanza fortunata perchè rispetto ad'altri nuclei abitativi il mio è senz'altro uno dei migliori..(l'8 lotto) ma questo non significa che le problematiche mi sono estranee...
credo che il problema del trullo (composto da tre zone...montecucco, monte delle capre e i lotti popolari su via del trullo) è quello di aver perso con il tempo i legami sociali...a seguito delle numerose occupazioni e dei nuovi inquilini stranieri o italiani (non fa molta differenza se qui non si conosce nessuno, non si è parente di qualcuno).
la sensazione per qui vive qui da poco è quella di sentirsi estraneo al contesto sociale( in realtà + famigliare) cioè che esista una gerarchia di legami che partono dalla famiglia per giungere fino ai compagni di vita di scuola o di vita.
Si salutano i conoscenti ma le persone che si conoscono così per vista si evita il saluto. Si capisce che è una difesa verso qualcosa sicuramente perduto o che si sta inprocinto di perdere. Le persone anziane sono le più gentili anche se loro a volte ti guardano in modo strano come se avessero paura...per altro sono le più sole e le più abbandonate..ciònonostante la presenza dei gruppi di anziani ad alcuni angoli delle strade che fanno pensare ad una rete molto forte tra loro. i ragazzi non hanno spazi ....hanno i lotti, gli angoli bui del quartiere, le case degli amici, il centrosociale, ma anche li sono rigurgitati per la loro chiassosa presenza...i comitati di quartiere hanno perso secondo me quello slancio di socializzazione iniziale..e si limitano ad essere un pò fantasmi. Mentre vedo sempre la presenza di persone di fronte alla sede di forza italia...
Per i bambini c'è molto poco e tra l'altro quello che c'è è spesso in opera di riassetto progettuale...che toglie tempo e spazio ai piccoli
non esiste un collegamento sicuro per la pista ciclabile di magliana....assurdo.
Passeggiando per le strade del trullo è difficile trovare spazi verdi e se ci sono, sono recintati...
Infine.... queste sono le mie impressioni come abitante del trullo...spero di poter in futuro collaborare per migliorare la condizione di vita di questo quartiere
ciao
partecipazione Commento da partecipazione su 7 Gennaio 2009 a 18:59
Da www.linkontro.info.

Intervista a un operatore sociale.

Il Trullo è una borgata della periferia di Roma sorta nel dopoguerra, che al suo interno accoglie tre zone: Monte delle Capre, dove c’è un forte insediamento di stranieri, Monte Cucco, la zona delle case popolari, e via del Trullo. Il quartiere, in cui vivono circa 3mila persone, è stato investito nel corso degli ultimi anni da un’ondata di immigrazione clandestina che ha accentuato i disagi propri delle zone di periferia, con scontri sempre più frequenti soprattutto tra italiani e romeni. Recentemente il Trullo è stato protagonista delle prime pagine dei quotidiani a causa di episodi di violenza a scopo razzista, con l’arresto di cinque ragazzi italiani e l’aggressione ad una troupe del TG1 nei giorni seguenti. Abbiamo incontrato Alessandro Sabelli, operatore sociale del progetto di Mediazione Sociale nel quartiere, promosso, fino a pochi mesi fa, dal Comune di Roma.

Alessandro, puoi raccontarci in cosa consiste il progetto che avete realizzato nel quartiere?


Il progetto è nato in seguito ad un episodio che fece molto scalpore: una sparatoria davanti ad un bar gestito da romeni. La Polizia, grazie alle testimonianze dei ragazzi feriti, arrestò immediatamente gli autori dell’aggressione. Il giorno dopo, un gruppo di circa 40 persone a volto coperto fecero un raid contro un bar, frequentato da cittadini romeni, che si trova a via Monte delle Capre, distante dal luogo dell’accaduto. Prima malmenarono alcuni presenti, poi distrussero il locale e gli diedero fuoco. Comunque, a prescindere dalle cause di tale gesto di violenza, sono stati numerosi gli episodi di intolleranza e di disagio, dalle numerose scritte contro gli stranieri sui muri fino ad atti vandalici compiuti contro scuole ed altri edifici pubblici sul territorio. Il progetto finanziato prevedeva l’apertura di un confronto tra le risorse locali e la costituzione di tavoli di partecipazione e di luoghi di prossimità dedicati all’incontro, all’elaborazione e alla progettazione partecipata di soluzioni alle problematiche individuate dalla cittadinanza. La metodologia utilizzata era orientata alla mediazione sociale ed alla gestione creativa dei conflitti, all’empowerment territoriale e alla partecipazione, che si è tradotta nel costruire con i servizi territoriali (scuola, associazionismo, enti vari, ecc.) progettazioni e interventi rispondenti alle conflittualità e ai nodi problematici del territorio (intercultura e integrazione, bullismo, dispersione scolastica, ecc.).

Da quali esigenze siete partiti per arrivare al processo attuato e come ha interagito la cittadinanza con voi operatori?

L’esigenza dalla quale siamo partiti dipende direttamente dalla filosofia del progetto. Un quartiere sicuro è un quartiere dove, come dicevo prima, i cittadini diventano gli attori principali delle scelte del loro territorio. Per quanto riguarda la cittadinanza le reazioni sono state quelle attese: alcuni hanno collaborato attivamente, convinti che l’approccio fosse quello giusto per il loro territorio, altri hanno sospeso il giudizio aspettando di vedere cosa succedesse e quali riscontri ci fossero. Altri ancora erano del tutto scettici sia per motivi ideologici che per evidente incapacità di pensare gli interventi sociali in termini di progetto condiviso. Con i primi si è addirittura riusciti a costruire una collaborazione attiva che ha dato i suoi frutti e che, se il progetto fosse continuato, avrebbero portato a dei risultati ragguardevoli.

Quali sono stati i risultati raggiunti in termini di relazioni tra i partecipanti e di capitale sociale?

Dopo una prima mappatura del territorio e delle risorse, abbiamo somministrato, come di consueto nel nostro lavoro, delle interviste strutturate per cogliere il punto di vista dei cittadini sul quartiere, le sue risorse e criticità. Questo ci ha permesso di attivare delle collaborazioni piuttosto fruttuose con varie realtà, che però avrebbero avuto un senso più ampio se il progetto non si fosse interrotto in così poco tempo. Avevamo preso contatti con la scuola elementare per sensibilizzare i genitori che si disinteressavano alle vicende della stessa. La scuola infatti lamentava la scarsa partecipazione degli adulti. Genitori che non solo si limitavano al disinteresse ma che spesso rendevano vani gli sforzi del corpo insegnante che, in molte attività ritenute fondamentali per la scuola, concepiva la scuola come ponte tra il territorio e la realtà esterna. Altra relazione importante è stata instaurata col responsabile del Teatro San Raffaele, che si appoggia alla chiesa ma che ha ispirazione laica. Infatti, durante l’estate abbiamo partecipato alla loro manifestazione di piazza dove ogni sera venivano rappresentati diversi spettacoli. Avevamo costruito un laboratorio di disegno per i più piccoli e di educazione di strada con i ragazzi. Ragazzi che, vivendo nella piazza più disagiata del Trullo (piazza Mosca, sita vicino al luogo delle aggressioni di qualche settimana fa), sono gli stessi attori di quelle aggressioni, e che magari con un lavoro di integrazione, di attività educativa e partecipativa, avrebbero forse preso una strada diversa da quella di picchiare degli extracomunitari. In queste zone il confine tra la devianza e il vivere civile è molto labile, e se si colgono certe occasioni si può spostare in modo significativo l’ago della bilancia. Purtroppo il progetto si è concluso, anzi è stato troncato nel modo più barbaro dal punto di vista delle politiche sociali.

Ma perché il progetto si è interrotto?

Eravamo riusciti a porre le basi per una progettazione partecipata con tutte le realtà del territorio. In occasione di una prima restituzione pubblica del nostro lavoro alla cittadinanza, nella sala dei convegni del XV Municipio, si erano ritrovate molte organizzazioni che lavorano nel quartiere. Si era cominciato a riflettere sui prossimi anni di lavoro, su come creare delle collaborazioni virtuose, su come affrontare i nodi che il quartiere proponeva. Avevamo avuto la più grande disponibilità da parte dell’Assessore alle politiche sociali Grossi che si era impegnato a costruire un tavolo dove discutere della realtà del Trullo con il contributo di tutti. Poi la miopia nelle politiche sociali del Comune di Roma ha fatto il resto. Devo dire che il cambio di guardia del nuovo sindaco non ne è stata la ragione principale. Il progetto è durato un anno, a differenza di tante altre esperienze dove al primo anno seguono altre progettazioni. Invito i nostri amministratori a riflettere sui tempi dei progetti di mediazione sociale, perché in un anno si riesce a stento a conoscere il territorio e le sue complessità, ma l’inserimento in un tessuto sociale di difficile comprensione è ben altra cosa.

(7 gennaio 2009)
partecipazione Commento da partecipazione su 7 Gennaio 2009 a 18:57
I commenti ai recenti fatti del Trullo in questo articolo "Il Trullo e Corviale, periferie in corpo 8" on line qui
partecipazione Commento da partecipazione su 7 Gennaio 2009 a 18:54
Trovate qui una interessante presentazione (fonte you tube) del quartiere del Trullo
 

Membri (4)

partecipazione Alessandro Sabelli toni antolini marga
 
 

Info su

ImPrecario ImPrecario ha creato questo social network su Ning.

Attività Recenti

Partecipazione e democrazia diretta degli ebrei polacchi. Da www.unacittà.it ....erano marxisti ed erano convinti di esserlo, allora tutti si definivano marxisti. E’ che l’adesione vera non era determinata dalla convinzione ideologica quanto piu...
sabato
partecipazione ha aggiunto una discussione
Qui potete trovare o aggiungere voi stessi esperienze di partecipazione e di democrazia appartenute, nel corso della storia a popoli, organizzazioni, correnti di pensiero. Sentiamo l'esigenza di aggiungere questa sezione proprio perchè ci rendiamo...
sabato
partecipazione ha aggiunto un post del blog
Venerdì 4 dicembre 2009, ore 20:00 Auditorium dell’Ara Pacis via di Ripetta, 190 - Roma (ingresso libero fino a esaurimento posti) serata di letture e testimonianze per accendere un riflettore su una tragedia silenziosa che si svolge ogni giorno...
mercoledì
partecipazione ha aggiunto un post del blog
LA DIGNITA' DI DUE DONNE CONTRO L'URBANISTICA DEL PRIVILEGIO Un viaggio nel cuore delle moderne borgate romane, dove migliaia di cittadini italiani e stranieri si vedono quotidianamente negato il diritto alla dignità. GIOVEDì 3 DICEMBRE 2009 Cin...
Novembre 30
 

© 2009   Creato da ImPrecario su Ning.   Crea il tuo social network personale

Badge  |  Segnala un problema  |  Privacy  |  Termini del servizio