Comincia qui una rubrica dedicata al terremoto in abruzzo e alle tante esperienze di volontari che sono lì, organizzati nelle organizzazioni di protezione civile o autorganizzati. Inoltre riportiamo, così come ci vengono inviate, notizie relative a punti di raccolta e iniziative di solidarietà dal mondo del lavoro sociale e dell'autorganizzazione territoriale. Questo è anche un invito ad arricchire il forum da parte di tutti voi con iniziative, notizie, commenti. Buona partecipazione.
per una informazione diretta su quello che accade nelle tendopoli vi segnaliamo un blog tenuto da una persona che è stata colpita dal sisma e che continua ad aggiornare a beneficio di una informazione diversa e dalla parte delle persone. Il link:http://miskappa.blogspot.com/
Cari tutti,ci sono stati richiesti i seguenti beni di necessità per i terremotati abruzzesi:
1) Materiali per igiene personale (spazzolini per denti, dentifricio, sapone, ecc.)
2) Asciugamani
3) Materiali per pulizia generale e detersivi vari
4) Omogeneizzati e latte in polvere
5) Pannolini per bambini, pannoloni per anziani e assorbenti igienici
6) Coperte (buone)
7) Sedie e tavoli da campeggio
8) Torce
9) Sacchi a pelo
10) Biancheria intima
11) Calze e calzini
12) Sedie a rotelle
13) Giochi per bambini
14) Medicinali: Antibiotici e Simil aspirina (costa meno)
Il luogo di raccolta è in via della Cellulosa, 132, al Casaletto del Parco della Cellulosa nei seguenti giorni e orari:
Il materiale verrà da noi consegnato direttamente all'Associazione UNITALSI, presente nella tendopoli di Piazza d'Armi (L'Aquila) che ne curerà la distribuzione alle persone.
Siete invitati a divulgare il presente messaggio.
Cordiali saluti
Parco della Cellulosa
per ulteriori informazioni chiamare i seguenti numeri:
3393794401
3338814295
Venerdì 10 aprile:
oggi mi avevano detto che mi sarei occupata delle telefonate che arrivano al centralino, questa sera invece del censimento degli edifici crollati...io la mia disponibilità l'avevo data per la somministrazione di cibo e per servizi ausiliari...chissà... le tende dell'arci ancora non sono state montate, forse entro domani, non so nulla, neanche se ci sarà acqua per lavarsi, in alcuni campi ancora non c'è...ancora non sono pienamente cosciente della mia scelta forse ma un po' di ansietta ora comincia a salire!
Sabato 11 aprile
rubo le parole a giovanni l indo ferretti per questa prima notte:
di colpop si fa notte s'incunea crudo il freddo, la città trema, livida trema, come creatura...scosse continue e freddo contro cui nin esistono coperte ma calore umano che scalda corpo e cuore.
cari tutti, venerdi partirà un furgone del don orione da roma..
Questo un elenco di ciò che effettivamente serve QUI al campo sportivo di centi colella dove mi trovo io.
E' un campo enorme, inizialmente pensato solamente come magazzino ma invece è stata allestita anche una tendopoli unica immensa per tutti, uomini, donne, bambini, cani...nei prossimi giorni verranno allestite tende da 10 persone.
Noi arci dormiamo con l'esercito almeno la notte passata, questa non si sa.
Ancora non ci sono docce. C'è un gruppo di cinesi, fino a ieri sono rimasti fuori, forse oggi sono entrati, se dovesse servire anche solamente per sentir dire cosa si deve fare è quale è la situazione in cinese contatterò ji xin o xiao ying.
Questa ve la devo dì: so partita da Roma senza giacca, me la sono dimenticata sul letto,....mi ha lasciato la sua Paolo, l'amico che mi ha accompagnato qui ieri...meglio...mi sta enorme e sotto mi entrano anche 4 maglioni uno sopra l'altro! Ieri a cena il tipo di legambiente che mi ha servito è di roma...di via Angelo Emo...incredibile!
Papà dì ad Egidio che a Lucoli non è morto nessuno per il terremoto, solamente un ragazzo che per scappare in macchina è andato fuori strada.
non so cosa ho scritto e come...ci sarebbe troppo ancora da dire anche di indicibile....ora però vado a pranzo!
Cosa serve
ABBIGLIAMENTO:
tutto deve essere rigorosamente nuovo o appena uscito dalla tintoria quindi impacchettato.
biancheria intima a rotta di collo, mutande, canottiere, calzini, calze tutto uomo e donna.
uomo anche taglie xxl.
bambini età compresa tra 5 e 12 anni
niente per neonati
asciugamani accappatoi a rotta di collo , stanno allestendo le tende
tute uomo/donna/bambino
scarpe da tennis specialmente numeri 43, 44, 45, 46 ma direi anche altri numeri e da bambino
scope, stracci, mocio (a rotta di collo), raccoglimondezza, disinfettanti tipo lysoform ecc
__________________
stuzzicadenti (ho detto ad ida trammite il barv e il risorante di occuparsene
FARMACI
sono in contatto tramite conoscenze con presidente ordine farmacisti roma, martedi loro si riuniscono per decidere cosa mandarev e a loro ho già comunicato cosa serve quindi ci penseranno per lo più loro, comunque questo è l'elenco:
antinfiammatori, paracetamolo anche ber bambini (supposte vanno bene)
antibiotici tipo klacid o simili
tamponi nasali per epistalsi
creme solari (gente si sta ustionando la faccia!)
creme idratanti
creme cortisoniche (gentalin beta diprosone ecc)
salviettine per igiene intima
cibo per ciliaci
omogeneizzati per anziani
cibo per diabetici
A parte questo noi arci stiamo facendo un altro percorso.ci stiamo occupandi di una ricognizione dei campi autogestiti tipo gente con giardino che si è accampata con tende proprie. Stanno così vicini alle case ma non hanno aiuti diretti ufficiali per loro non vale il discorso abbigliamento nuovo o uscito da tintoria. Ovviamnete serve anche cibo ecc ecc
in questo momento una di noi è andata in giro a verificare queste situazioni e i bisogni ma ha lasciato il cell qui quindi non so hic et nunc cosa può servire. Vi chiedo un elenco dettagliato di abbigliamento usato che pensate di poter inviare da mandarmi tramite mail...vi diremo poi noi cosa sì cosa no. VI PREGO PERO' DI SCRIVERE SUI PACCHI DELL'USATO "PER ARCI" ALTRIMENTI LI BUTTANO. Comunque mi preoccuperò di dirvi via via cose specifiche che possono servire.
VI CHIEDIAMO INOLTRE DI SEGNALARCI PERSONE CHE HANNO CASE, ALBERGHI O SIMILI QUI IN ZONA DISPOSTE AD ACCOGLIERE VOLONTARI TERREMOTATI PER POTER AVERE ANCHE UN SOLO GIORNO DI RELAX, UN BAGNO CALDO...UNA CASA VERA ANCHE SE NON PROPRIA.
in questa mail vi ho messi a casaccio, vi pregherei di individuare un referente per ciascun gruppo di amici (le amichette sorelle e amichetti fratelli, i fratelli civitavecchiesi, i pallavolisti, le dignità e così via e crere una mailing list solamente con i referenti...è più semplice per tutti anche se complicatissimo da organizzare forse.
Epicentro Solidale
Una rete solidale di attiviste e attivisti si è messa in movimento in questi giorni per raccogliere aiuti per la popolazione abruzzese. Il coordinamento Epicentro Solidale ha come riferimento per le informazioni gli attivisti e le attiviste presenti nel campo di Fossa (AQ) e continuerà a fornire aggiornamenti il più possibile dettagliati sulle necessità materiali della popolazione che incontra e sulle modalità di raccolta e distribuzione. Allo scopo, sono attive due infoline (Roma: 3473237703; Fossa: 3664137433) per mettersi in contatto direttamente con Epicentro Solidale, oltre ai contatti presenti su queste pagine.
Invitiamo tutte e tutti al massimo coordinamento possibile di ciascuna iniziativa così da continuare a portare il nostro contributo in maniera efficace, rapida e - soprattutto - utile. Con dignità e senza bandiere per rispettare, innanzitutto, chi è stato colpito.
Ciao a tutti,
Silvia, una volontaria della protezione civile, sta nel campo CENTI COLELLA (deposito di tutti gli alimenti, materiali necessari alla popolazione) e mi ha comunicato ciò di cui necessitano:
scarpe da ginnastica (numeri:43-44-45-46)
intimo uomo donna bambino (mutande, calzini canottiere,etc)
accappatoi e asciugamani
rasoi e schiume da barba
taglia unghie e specchietti
scope, stracci, palette
asciugacapelli
disinfettanti
i vestiti e la biancheria devono essere NUOVI
venerdì partirà un carico da Roma gestito dalla clinica DON ORIONE....
Vi chiedo di contribuire attivamente per rispondere a queste esigenze....
Potete contattare l'operatore che andrà direttamente all'Aquila per portare i materiali e vi lascio anche l'indirizzo e gli orari per portare ciò di cui necessitano:
Ciao a tutti,
Silvia, una volontaria della protezione civile, sta nel campo CENTI COLELLA (deposito di tutti gli alimenti, materiali necessari alla popolazione) e mi ha comunicato ciò di cui necessitano:
scarpe da ginnastica (numeri:43-44-45-46)
intimo uomo donna bambino (mutande, calzini canottiere,etc)
accappatoi e asciugamani
rasoi e schiume da barba
taglia unghie e specchietti
scope, stracci, palette
asciugacapelli
disinfettanti
i vestiti e la biancheria devono essere NUOVI
venerdì partirà un carico da Roma gestito dalla clinica DON ORIONE....
Vi chiedo di contribuire attivamente per rispondere a queste esigenze....
Potete contattare l'operatore che andrà direttamente all'Aquila per portare i materiali e vi lascio anche l'indirizzo e gli orari per portare ciò di cui necessitano:
SARA PROIETTI
340- 5902190
Istituo Don Orione Reparto semiresidenziale
via della
Camilluccia, 112
da martedì 14 a venerdì 17 della prossima settimana (dalle 9:00 alle 19:00), sabato 18 partirà il carico.
Grazie, Laura
centi colella, il campo dove ero io, non è il deposito e il centro di smistamento di tutti gli aiuti che arrivano in abruzzo.
in realtà era nato per questo ma poi è stato attrezzato anche quello come tendopoli vista la grave emergenza e la quantità di persone rimaste senza casa.
comunque è uno dei campi più grandi visto che si tratta di quello che prima del terremoto era il campo di rugby, ed ha un magazzino enorme.
probabilmente quando la situazione sarà più organizzata lo diventerà centro di smistamento, non so...
al momento so in maniera ufficiale, sicura, certa, vera (me lo ha comunicato personalmente direttore sanitario del mio campo!) che è stato allestito un deposito e centro di smistamento farmaci ad AVEZZANO.
quindi chiunque volesse madare farmaci dovrà portarli direttamente al campo di avezzano che accoglierà e soddisferà le richieste di ogni singolo campo!
Da Silviuz: cronache dal campo. Domenica 12 Aprile 2009, 14:08
sono appena arrivati i clown
io credo di aver deciso che questa è casa mia fino a quando servirà...necessariamnete tornerò a roma...farò spola...non posso lasciare questo posto.
grazie a tutti voi...vi sento qui....e per chi è dispiaciuto per non poter esserci dico che siete necessarissimi e utilissimi lì dove state....partecipazione si chiama mi pare vero?rete?amici?passaparola?
io personalmente sono qui da venerdi 10 aprile...sono riuscita a dormire solamente un'ora l aprima notte...ho il cervello che naviga e il corpo che chiede pietà ma c'è talmente tanto da afre organizzare anche sul lunghissimo periodo che non riesco ancora a staccare il cervello.
piano piano piano piano però arriveremo a tutto.......e non temete che troveremo da fà a ciascuno di voi....'ndo scappate?
un abbraccio fortissimo!
comunque specifica che le mie notizie riguardano campo sportivo centi colella....potrebbe essere anche che nel campo più vicino che dovrebbe essere piazza d'armi la situazione sia assolutamente altra.
oggi proprio è arrivato elenco campi gestiti da protezione civile suddivisi per zone: com 1; COM 2 etc
accanto a questi gestiti da protezione civile ce ne sono altri autogestiti, spontanei...chiamali come vuoi!
il tempo qui non ha durata....
mi viene in mente de andrè...il tempo è un signore distartto....è un bambino che dorme
se la giornata di ieri è iniziata cantando di colpa si fa notte s'incunea crudo il freddo...il resto lo sai....oggi direi che è iniziata così....24 mila pensieri al secondo fluiscono inarrestabili aumentando voglie e necessità.....ma anche, per riamneresu giò lindo: SPIO NELLA NOTTE CIò CHE SI FA AURORA...
e ringrazio la musica di esistere....
un abbraccio!
Domenica 12 Aprile 2009, 16:07
belli tutti che siete!
non sapete quanto siete preziosi!
vi prego di essere pazienti......so che si vuole aiutare e possibilmente subito...ma vi dico che qui il tempo non funziona allo stesso modo che fuori.......
probabilmente di cose che state già impacchettando ora ce ne sarà bisogno tra 5 mesi o oltre non si può sapere....noi arci ogni giorno non sappiamo bene neanche dove dormiremo la notte ad esempio, figuriamoci se possaimo sapre ecosa succederà tra mesi( e nel frattempo magari saranno ancora nei vostri corridoi, per dire)quando le varie facce da cazzo.....ops...scusa a mica mano, hai ragione....niente polemiche....pura informazione........super partes.....ma ti assicuro che devo davvero sforzarmi troppo...comunque.....diciamo quando i riflettori saranno puntati sul vincitore del grande fratello o su non so...le vacanze estive del papa a castel gandolfo!
so che è pasqua, anche qui è arrivata con uova, colazione di pasqua, clown ma
anche nuove scosse, ed è tutto bloccato nelle altre città d'italia, per così dire....ma forse anche meglio....un paio di giorni in più per organizzarci meglio noi referenti.....
il discorso con loro da fare è attivare rete di abruzzesi nelle vicinanze disposti a offrire qualsiasi cosa abbia il sapore di una casa anche per noi arci ad ex.....i nostri coordinatori sono coordinatori ma la tempo stesso terremotati......poter andare in una casa anche per una cena, un bagno è vitale. O anche capire se ci sono posti da usare come magazzini per roba di abbigliamnento non nuova che la crocerossa NON VUOLE e che invece i volontari danno ma che ora non possiamo tenere qui perchè non abbiamo un posto.
per cui si crea la situazione per cui si è costretti rifiutare le cose che la gente porta.....e non ci si sente bene per niente a vedere le delusioni negli occhi....ve lo assicuro...
SCRIVO ANCHE IN QUESTA MAIL CHE QUANDO IO SCRIVO "noi" e "qui" INTENDO DIRE "noi" ARCI CHE SIAMO "qui" AL CAMPO SPORTIVO CENTI COLELLA USCITA L'AQUILA OVEST STARDA STATALE 17:QUELLO CH ESUCCEDE NEGLI ALTRI CAMPI NOI NON POSSO SAPERLO IN MANIERA DETTAGLIATA!!!!!!!!!!
vi chiedo di supportarmi per essere più lucida....io ho la sensazione che si possa fare tutto basta volerlo ma forse non è così.....
vi bacio!
ila bella....sai cosa sarebbe un bel regalo davvero?
ricarica telefonica...i miei già mi hanno caricato 50 ieri ma se ne vanno come niente..e qui lo usiamo per tutto...ad esempio ora ho usato il mio personale per contattare NC che smista i vestiti nuovi per dirgli che al gabbiotto nostro arci avevano chiesto coperte da portare fuori....a piedi eravamo a 3 minuti di distanza ma col cell a 3 secondi...e fa la differenza....e poi col telefono non c'è bisogno di camminare ed io zoppico...ho una tallonite della madonna...!
la macchina di raccolta al momento immagino sia ferma per pasqua e pasquetta....io ne approfitto per chiedeer qui al campo centi colella se e come la situazione delle richieste e del magazzino sia cambiata rispetto al nostro (mio e tuo, ila) primo contatto....cambia di minuto in minuto...
comunque le certezze sono:
PHON PHON PHON
scarpe ginnastica come sai
tute come sai
no neonato, ragazzi età compresa 5-12 anni
abbiate pazienza.....immagino ch esia uno sforzo enorme ma tu pensa che al momento io sono l'unica arci qui che si sta occupando dei bisogni reali cioè chiedendo alla gente, quasi persona per persona, facendo da tramite tra terremotati, croce rossa, i compagni arci che si stanno occupando dei campi esterni autogestiti etc e TUTTI VOI che a vostra volta dovete organizzarvi tra di voi...siete grandi davvero!
ora ho 60 euri nel cell quindi non mi serve, gli altri compagni arci non so, alcuni ce lo hanno già pagato dal lavoro...cerco di capire e vi comunico...per il momento non fate nulla!
noi abbiamo un cellulare arci caricato da arci ma è impensabile poter fare 10 cose diverse, in 10 persone diverse con un solo cell. se mario si occupa di x con un numero a quel numero deve rispondere tendenzialmente mario, così carmine, così, andrea, così laura così ciascuno di noi!
in realtà, e sentite lori anche per questo, io volevo chiedere se alessandro ing. TIM si può attivare per capire se tim, e quindi altri gestori telefonici possono REGALARE TRAFFICO TELEFONICO...è vergognoso....stamattina un volontario crocerossa torino ha telefonato con il suo tel per farsi portare gasolio che serve per scaldarci la notte con la speranza che... chissà , forse ....non si sa quando nè chi lo rimborserà....
e berlusconi dice che non servono aiuti economici da altri paesi? o almeno è questo quello che diceva prima della mia partenza, ora non so...che l'italia ce la fa da sola? e allora perchè non abbiamo neanche traffico telefonico gratis? e questa è solamente la goccia nell'oceano infinito.....
avevamo detto niente polemiche ma almeno a me concedetelo...ve lo giuro che è difficile almeno non sfogarsi.....se io personalmente non avessi i miei che me lo permettono,i responsabili dei progetti dove lavoro e da loro tutti i colleghi che me lo permettono, gli amici....io non potrei stare qui con questo impegno....ad esempio 2 compagni volontari arci (noi 3 siamo stati i primi volontari arci ad arrivare qui a colella!!!)al max mercoledi DEVONO TORNARE A BOLOGNA A LAVORARE ALTRIMENTI....
ho telefonato al 119...al momento la mia tariffa è unica tim, spendo21 cent/min verso tutti tim + 15 cent scatto risp.
mi si dice che converrebbe easy 18....
ho segnalato alla tipa che mi ha risp. che sono volontaria arci a centi colella e l'ho pregata di chiedere se sarà possibile almeno per i volontari avere traffico gratis!
ps: una curiosità...abbiamo letto su internet non so bene dove che berlusconi dice che l'emergenbza è quasi finita.....ti prego dimmi ch enon è vero.....anch eperche...finita dove?forse sì...non metto in dubbio....ma in quale campo è finita?qui a centi colella berlusconi non è mai venuto...come cazzo fa a sapere se c'è ol meno emergenza?
cosa è emergenza per lui? gente con il cranio aperto? no...questo non c'è qui a centi colella ma forse a piazza d'armi sì.........ma a centi colella però non c'è neanche riscaldamento contemporaneamente in tutte le tende esercito dove siamo ospiti anche noi arci altrimenti salta ogni mezz'ora e allora tocca che qualcuno rinunci....e la notte fa un freddo becco....
io non so cosa sta facendo ora il mio compagno andrea seduto accanto a me, nè lui sa quello che sto facendo io....per non parlare di cosa stanno facendo i compagni andati in giro con la macchina per sapere dai campi più vicini se vogliono animazione organizzata da arci per domani pasquetta......come fa a sapere tutto berlusconi? cazzo allora davvero è divino!
DOPO LA MIA SEGNALAZIONE ALLA TIM SONO STATA CONTATTATA PER ESSERE INFORMATA SU COME LA TIM SI è ATTIVATA PER AIUTARE GLI AMICI ABRUZZESI....VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA:
Chiunque, durante il terremoto avesse perso la sim (la sim? perchè si perde la sim e non il telefono o è più probabile che si perda il telefono con dentro la sim?), potrà andare al centro tim più vicino (ma starà ancora in piedi? e poi come ci arrivo?), lasciare dati anagrafici in cambiop dei quali verrà data una sim gratuita con il vecchio numero di telefono.
per attivarla il cliente dovrà chiamare il numero verde 800 977 177 a cui comunicare il codice ICCID che si trova sulla sim stessa fornita dal centro tim.
alla fine di questo semplicissimo iter, il cliente riceverà 10 euro di traffico gratuito...
non credo ci sia da commentare...grazie TIM....vergognati!
E NON CREDIAMO A CHI CI DICE CHE CHE NON ESISTONO MODI PIù SNELLI E PIù AGILI PER I GESTORI PER REGALARE TRAFFICO TELEFONICO!
ECCO AD ESEMPIO COME SI è ATTIVATA VODAFONE (me lo hanno detto e confermato più e più terremotati con cui ho parlato in questi giorni!):
SENZA CHIEDERE NULLA A NESSUNO, DOPO POCHE ORE DAL TERREMOTO, GLI ABRUZZESI CON TELEFONO VODAFONE, SI SONO VISTI ACCREDITATI 50 EURO DI TRAFFICO GRATUITO SUL PRORPIO TELEFONO.
UNA VOLTA FINITI QUESTI 50 IMMEDIATAMENTE ALTRI 10!
In caso di terremoto l'ospedale è l'ultimo edificio a dover crollare. All'Aquila è stato il primo. L'ospedale San Salvatore è inagibile al 90%. Per curare i feriti gravi non si può aspettare. Non sempre si ha il tempo per trasferirli altrove.
Luca Antonini, cardiologo dell'ospedale dell'Aquila, ha perso la moglie e il figlio sotto le macerie: "L'ospedale è inagibile perchè qualcuno lo ha costruito male, perché qualcuno ci ha lucrato sopra".
Gian Michele Calvi, membro Commissione Nazionale Grandi Rischi:"Nell'ospedale ci sono stati danni importanti che... sono inaccettabili soprattutto perchè si ritiene che un ospedale debba non solo non crollare, ma anche garantire la funzionalità nei momenti di emergenza".
Chi si attribuisce il merito di aver costruito l'ospedale San Salvatore come è possibile leggere dal suo sito? Impregilo!
Impregilo è il braccio di cemento armato di ogni governo. E' il monopolista delle Grandi Opere, degli inceneritori, delle autostrade. Gli ex amministratori delegati dell’Impregilo e della Fibe (gruppo Impregilo) sono stati rinviati a giudizio a Napoli per lo scandalo dei rifiuti. Impregilo è ovunque: nella Salerno-Reggio Calabria per la quale ha chiesto un prolungamento di tre anni per la consegna dei lavori. Ha costruito l'inceneritore di Acerra, è nell'alta velocità. E' la società a cui il Governo vuole affidare il Ponte sullo Stretto, le nuove centrali nucleari, la TAV.
L'Impregilo è specializzata in ospedali. Oltre a quello dell''Aquila ha costruito gli ospedali di Lecco, Modena, Careggi, Poggibonsi, della Versilia, Destra Secchia, Cerignola e Menaggio. Tutti, di sicuro, antisismici. Dove c'è Impregilo c'è casa.
"Si tratti di costruire un rilevato stradale sui terreni paludosi dell'entroterra africano o una tratta ferroviaria ad alta velocità sull'Appennino italiano, di realizzare un ponte sospeso su un fiume amazzonico o un aeroporto nelle pampas argentine, a qualsiasi altitudine e qualunque sia la conformazione geografica del territorio". Dal sito di Impregilo.
"L'applicazione dei più elevati standard, la fornitura delle attrezzature più complete e sofisticate per la cura delle diverse patologie, la realizzazione di strutture secondo i più esigenti parametri di confort ed igiene, fanno di IMPREGILO EDILIZIA e SERVIZI un punto di riferimento nell'ambito dell'edilizia sanitaria. In questo settore la società ha realizzato sia in Italia che all'estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati.
In Italia
Ospedale di Lecco: 137.000 m², 500.000 m³, 950 posti letto, 21 camere operatorie.
Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all'avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m², 90.000 m³, 210 posti letto, 7 camere operatorie.
Ospedale di Modena: 230.000 m², 445.000 m³, 800 posti letto, 12 camere operatorie.
Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle infezioni da HIV.
Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m², 175.000 m³, 200 posti letto.
Ospedale della Versilia: 80.000 m², 600 posti letto.
Ospedale Destra Secchia: 28.000 m², 450 posti letto.
Inoltre, ospedali a L'Aquila, Cerignola e Menaggio." Dal sito di Impregilo.
Abbiamo trovato per caso un blog tenuto da una persona che è stata colpita dal sisma e che continua ad aggiornare a beneficio di una informazione diversa e dalla parte delle persone. con questo spirito proviamo a contattarla e vi copiamo un articolo, oltre a segnalarvi il link:
Dal Blog Miss Kappa: lunedì 13 aprile 2009
Di nuovo in campo
Amici, ci sono.E' notte e mi trovo al campo di Monticchio Garden. Non sono in tenda. Per stanotte sono terminate. Siamo fortunati, abbiamo salvato la nostra comoda auto. Ci hanno dato coperte, giacconi pesanti, salviettine, una bacinella e l'acqua. Diluvia, ma l'abitacolo è caldo. E sono sulla mia terra. Mio marito è accanto a me. Quello che ho mi basta. Ora la mia mente comincia a funzionare. E' il momento di organizzarsi. Il campo nel quale mi trovo è efficientissimo e i nuovi volontari sono bravissimi e dotati di grande umanità. A me sembrano di sinistra, ma non voglio fare la solita comunista. Da domani inizierò il mio giro di ricognizione nei vari campi e cercherò di parlare con il maggior numero di sfollati. Intendo andare nei piccoli paesi di montagna dove mi dicono che mancano i generi di prima necessità e le medicine. Vorrei inoltre idendificare i casi di persone particolarmente bisognose e segnalarvi i loro nomi per poterli aiutare direttamente. Ora la mia missione è questa. Ho perso tutto, ma mi resta il coraggio e la volontà. Forse avrò momenti di sconforto, cercate di perdonarmeli. Una piccola nota in calce: il Cavaliere Berlusconi dice di voler mettere a disposizione degli sfollati le sue case. Da qui gli faccio sapere che a me personalmente i vulcani finti e i mausolei infastidiscono e turbano il mio gusto per il bello.Preferisco tornare ad essere la frikettona di 30 anni fa. Quando mi bastavano due amici, una chitarra e uno spinello. E tutto il resto che importanza ha. A domani, con il mio resoconto. Grazie di cuore a tutti voi. Siete la mia luce
Articolo di Paolo Hutter, da Il manifesto 10 aprile 2009
LA DANNOSA SOTTOSCRIZIONE
Non solo la ricostruzione ma anche l'emergenza devono essere gestite secondo criteri solidali e razionali. Che senso hanno tutte queste collette e sottoscrizioni che ci bombardano e ci circondano? A chi vanno i soldi che si raccolgono, con che criteri? Ma soprattutto: a chi evitano di tirar fuori i soldi, a chi consentono di risparmiare e su cosa? Personalmente preferisco prepararmi a sottoscrivere per le campagne elettorali di chi si batte per evitare tutta questa follia edilizia, o a sottoscrivere per progetti specifici, innovativi e non altrimenti finanziabili. E' ora di mettere in discussione quello che sta succedendo, magari in buona fede da parte di tutti (o quasi): il grande moto di senso civico sta andando in una direzione confusa e controproducente.
Certo farebbe comodo al governo non modificare i propri programmi economici perchè mezzo miliardo di euro gli arriva dalla commozione popolare, e non li deve stanziare. Ma il problema che il terremoto pone è invece che bisogna cambiare la gestione degli edifici, del territorio e un bel pezzo della politica – o non politica – economica.
Lo stato – cioè tutti noi come contribuenti – ha il dovere di assistere gli sfollati e deve avere il coraggio di tassarci se c'è bisogno, e di fermare le spese inutili o non prioritarie. Come il Ponte sullo stretto, le nuove autostrade, la Tav. Le banche devono dare la priorità al risanamento edilizio antisismico – e già che ci siamo energetico – e non finanziare gli ampliamenti edilizi e tantomeno i grattacieli. E' dell'economia micro e macro che stiamo parlando.
Non rinnego il valore delle nostre missioni giovanili, le straordinarie esperienze che abbiamo fatto chi nel Belice chi in Friuli chi in Irpinia dopo i terremoti, e che hanno contribuito a far nascere quella Protezione Civile tutto sommato decente che abbiamo. Ma ora di volontari in Abruzzo ce ne sono troppi, lo hanno detto tutti, e non solo il governo che magari non li vorrebbe tra i piedi. Allora mandiamo latte e coperte? Proprio ieri Berlusconi ha detto che non occorrono piu' materiale e vettovaglie, piuttosto versate soldi. Ecco il punto. E partiti, associazioni, giornali, banche, sindacati, compagnie telefoniche fanno a gara. Quasi si sentono sminuiti se non aprono un conto.
Ma oggi dal moto sia spontaneo che spintaneo che sta attraversando l'Italia dovremmo far sorgere una piattaforma concreta di impegni e di lotta, non una concorrenza di conti correnti (né tantomeno la furberia del referendum per il bipartitismo, ma questo è un altro discorso).
Dopo il disastro annunciato dell'Abruzzo, prima dei prossimi disastri annunciati diciamo basta all'esagerazione edilizia, alle costruzioni sregolate, al mito dell'aumento delle cubature. Le risorse pubbliche e private devono essere prioritariamente dedicate a mettere in sicurezza edifici pubblici e privati, a fargli risparmiare energia e ove possibile produrne coi pannelli. Questa è la prima opera pubblica necessaria del paese, impegnamoci su questo.
Non facciamoci prendere per il naso, o travolgere da un'emotività superficiale. Anche per quanto riguarda la Casa dello studente dell'Aquila, che rettori e perfino collettivi studenteschi han proposto di ricostruire con sottoscrizioni popolari, il Ministero della Pubblica Istruzione ha stanziato i fondi. Come al solito i problemi piu' gravi sono per chi e per cosa non è nel cono di luce dell'attenzione del momento.
Se abbiamo la spinta e la possibilità di sottoscrivere facciamolo per le cause impegnative e difficili della sostenibilità e della politica di sinistra, non per consentire al governo nella sua furbastra irresponsabilità.
sito web concepito come Wiki, ideato e animato da una trentina di giovani aquilani con l'intento di raccogliere e mettere a disposizione, in maniera razionale e immediata, informazioni utili alle migliaia di persone colpite dal sisma.
"Le storie dei terremoti italiani dicono che la ricostruzione può fare più danni del terremoto" - si legge sulla home page -. "Questa storia non si deve ripetere. Malgrado il dolore, lo smarrimento e la paura noi vogliamo essere parte delle scelte che riguardano il nostro futuro."
Il sito web è suddiviso per obiettivi: per comunicare, rintracciare, raccontare e organizzare ci sono sezioni che contengono interrogativi degli utenti, link a blog e siti, indirizzi di comitati e associazioni, lista dei campi di accoglienza dove ci si può collegare a Internet, un calendario degli appuntamenti.
- La sezione "Per ricostruire" contiene informazioni su danni, progetti, nonché testi di decreti legge, ordinanze, norme e regole.
- C'é poi uno spazio per "quello che vogliamo fare: strumenti per la partecipazione e il monitoraggio".
- Si cerca di rispondere alle domande più frequenti: "le nuove abitazioni saranno sufficienti? quanto costeranno? quando si potrà tornare nelle case vere? Chi controlla?".
- Presenti anche un elenco dei primi edifici dichiarati agibili, nonché i moduli per la richiesta dei contributi per chi abbia trovato una sistemazione autonoma.
- Infine, la pagina "Punto critico", dove l'utente può aggiungere il proprio punto di vista sulla gestione dell'emergenza e della ricostruzione
Una gestione, quella dei campi per i terremotati, sempre più chiusa e centralizzata, che esclude gli aquilani, ma anche i sindaci locali. Una popolazione che per ora si affida, ma tra cui sta montando un certo malcontento. Le non facili valutazioni sul futuro e la questione, cruciale, dell’università.
Intervista a Zef Muzhani.
Zef Muzhani è presidente del Circolo Oltrelosguardo de L’Aquila, città in cui viveva. Attualmente risiede nel campo allestito dalla Cgil a Coppito.
Puoi raccontare un po’ la situazione dei campi? Si è parlato di una forma di chiusura, della quasi militarizzazione del territorio...
Io lavoro per una televisione locale, quindi so che per i giornalisti e noi video-operatori è tendenzialmente proibito entrare nei campi. Dipende anche dal capo campo, però l’ordine, almeno a quello che ci dicono, è che non è possibile entrare. Qualcuno ha obiettato che, se non si può entrare, si potrebbero intervistare le persone fuori, la risposta è stata che è proprio la gente che vive dentro i campi a pretendere una tutela della privacy. Ma il campo non è un luogo pubblico?
Posso raccontare un episodio che mi è capitato personalmente. Bertolaso stava andando in tutti i campi per spiegare il decreto legge. Io arrivo con il giornalista e non ci fanno entrare, perché hanno l’ordine di non fare entrare il giornalista. Arriva Rai Uno, la giornalista fa una telefonata, da dentro esce uno della Protezione Civile e li fa entrare. A quel punto entriamo pure noi e cominciamo a fare le riprese.
C’è da dire che all’interno c’era già una telecamera della Protezione Civile che riprendeva tutto, quindi non è che non ci fossero telecamere. Comunque a un certo punto arriva Bertolaso e dice: “Fuori le telecamere”. Si alzano dai lati 5-6 persone e ci spingono fuori. La cosa più desolante e più preoccupante è che quando ci è stato detto: “Non vogliamo le telecamere”, molta gente ha applaudito. C’è una fiducia estrema nei confronti di Bertolaso.
Comunque alla fine ci hanno mandato via.
Pare sia proibito pure portare dei giornali dentro. Anche per fare delle iniziative o semplicemente portare dei libri, bisogna sempre chiedere il permesso. Un giorno un fotografo del Messaggero e un caposervizio hanno provato a entrare in un campo, e anche a loro è stato detto che non era possibile. Loro hanno chiesto “Perché non è possibile?”. La domanda è quella. Cioè ci deve essere un regolamento scritto, dopodiché io, stampa, mi attengo alle regole. Ma questo regolamento non c’è, e il fatto di non avere regole certe, fa sì che poi ognuno le interpreti a modo suo.
Questo è un po’ quello che avviene nei campi.
La polizia passa ogni mattina e ogni sera a registrare tutti quelli che ci hanno dormito. Chi non dorme lì dovrebbe informare i responsabili. Anche chi, per una sera decidesse di andare sulla costa dagli amici, dovrebbe dirlo al capo campo: “Stasera non ci sono”. C’è questa forma di censimento quotidiano. E poi ci sono altri segnali un po’ preoccupanti. Ieri un giornale locale riportava come al campo di Piazza D’Armi, dove c’è più gente, ed effettivamente ci sono più problemi, pare fosse stata proibita la distribuzione del caffè, perché rende nervosi, così come il cioccolato e qualche altra bevanda...
Si vedono anche molte divise. Da un paio di settimane hanno cominciato a fare anche i controlli: fermano in continuazione le persone in macchina. Non ti fanno la multa, semplicemente prendono nome e cognome, ti chiedono che lavoro fai, dove ti trovi, dove stai andando... Sono 17 anni che sto a L’Aquila e sono stato fermato per la prima volta un paio di settimane fa. Avevo la cintura, tutto in regola, mi hanno fermato di giorno, intorno all’una, una domenica di due settimane fa.
Alla Guardia di Finanza, dove avvengono tutte le conferenze stampa, prima fuori c’erano sempre i finanzieri che controllavano, e per entrare ti dovevi accreditare. Da un paio di settimane ho notato che sono armati, e hanno addirittura l’antiproiettile. Si preparano per il G8? Può essere, però lì ci sono anche gli uffici pubblici della Regione, del Comune, della Provincia e allora per uno che va a chiedere un’informazione vedere questa scena, insomma...
Comunque ora nei campi il clima è questo. Sarà per la sicurezza…
I giorni scorsi sono entrato nel campo di Fossa, c’era una conferenza stampa, organizzata dal sindaco per spiegare che era il primo campo con i pannelli solari. C’era anche l’inaugurazione della Biblioteca, un’iniziativa partita dal programma Fahreneit, quello di Radio Tre, che ha promosso una importante raccolta di libri portati in questa biblioteca. Ecco, fuori c’era una camionetta dei Carabinieri, una della Polizia e una del Corpo Forestale dello Stato. Noi abbiamo chiesto indicazioni per la conferenza stampa: tutto a posto, ci fanno entrare, ci accreditiamo. Beh, si mette a seguirci un carabiniere che a un certo punto ci chiede: “Ma voi quanto tempo rimarrete qui?”. A quel punto io francamente gli ho risposto per le rime, con un po’ di ironia: “Beh, dipende dal sindaco, da quanto parla!”. Il sindaco si è messo a ridere, e il carabiniere, che era piuttosto giovane, dev’essersi sentito un po’ a disagio, fatto sta che se n’è andato.
Comunque la situazione non è omogenea. Per dire, al campo autogestito della Caritas, pare non ci sia alcun controllo. Sono pochi, sono in maggior parte giovani, è anche più decentrato, si trova a Pettino. Comunque è quasi un’anomalia.
Il campo dove sto io, allestito dalla Cgil, è gestito in collaborazione con la Pro Loco di Coppito. E’ abbastanza libero, però adesso ci hanno detto che cambieranno i regolamenti, e anche lì bisognerà essere identificati ogni giorno, chi entra e chi esce. Così adesso anche noi dovremo portarci sempre dietro questo cartellino, con scritto il campo a cui appartieni, ecc.
Il problema è che se chiedi spiegazioni, ognuno ti dà una risposta diversa, cioè si ha la sensazione che ognuno si inventi una risposta lì per lì, come se non ci fosse un regolamento preciso o un’ordinanza precisa. O forse il mandato è così preciso, che si ha paura di riferirlo e allora si svicola…
D’altra parte non si sa nemmeno chi potrebbe risponderti a livello ufficiale. E’ tutto in gestione alla Protezione Civile, quindi i sindaci possono entrare e uscire più liberamente perché sono sindaci, sono riconoscibili, però non è che loro possano decidere il regolamento all’interno di un campo.
Qual è la reazione della gente?
La gente, la maggior parte, per ora approva. D’altra parte, parliamo anche di una popolazione gravemente traumatizzata. Un terremoto, a livello personale, è un’esperienza terribile e a suo modo unica. Qui è rimasto nella memoria il terremoto del 1703. Da quando vivo a L’Aquila ho sempre sentito del famoso terremoto del 1703. D’ora in poi si sentirà parlare del “famoso terremoto del 2009”.
Questo per dire che bisogna anche tener conto dello specifico stato d’animo e psicologico della popolazione dei campi. Parliamo di persone che hanno perso tutto. Ecco allora forse spiegato questo aggrapparsi ciecamente al primo che ti offre un aiuto. Qui, se vogliamo, il problema è che il primo aiuto è anche l’unico. Cioè non c’è un’alternativa. Oggi l’unico aiuto contemplato è quello della Protezione Civile, e allora ti affidi a quello. Se poi arrivasse qualcuno e dicesse: no, oltre a questo c’è un altro tipo di costruzione, forse uno potrebbe anche riflettere un attimo e valutare le alternative.
Cioè c’è effettivamente un accentramento e un monopolio molto forte che esclude qualsiasi altra forma di aiuto, ma anche di discussione.
Ma è vero che anche le riunioni informali sono sottoposte a controlli?
Se sorgono spontanee, bisogna farle fuori dai campi. Per esempio, dove sto io, le riunioni le può organizzare la Pro Loco o la Cgil, e allora si fanno lì dentro. Ma se si indice una riunione in cui deve venire altra gente, da altri campi, bisogna chiedere il permesso.
Devo anche dire che, per il mio lavoro, io la vita da campo non la faccio, nel senso che mi alzo la mattina, esco, e rientro la sera per la cena e per dormire.
So comunque che in un altro campo alcuni giovani si volevano riunire per vedere di fare qualcosa e gli hanno detto: “No, bisogna passare prima per la Protezione Civile, e comunicare che cosa si vuole fare...”. Loro hanno obiettato: “Ma scusate, noi ci riuniamo proprio per capire cosa vogliamo fare, se lo sapessimo...”. Spesso si cade nel ridicolo.
Questo vale anche per gli aiuti materiali, cioè gli aiuti che non vengono dalla Protezione Civile vengono rifiutati?
Conosco un signore che ha una macelleria a L’Aquila. Subito dopo il terremoto, si è fatto avanti: “Siccome mi si è fermata la produzione, ho 40 chili di carne fresca, vi interessa?”. La Protezione Civile ha detto: “No, prendiamo solo roba garantita”. Che fine hanno fatto quei 40 chili di carne? Li ha buttati.
Lo stesso problema riguarda gli agricoltori. All’inizio infatti i prodotti locali non li prendevano, addirittura erano circolate voci che fossero inquinati dal radon!
Nei giorni scorsi c’è stata questa manifestazione nel centro storico…
Era una manifestazione organizzata dall’associazione “Salviamo il centro” e da altri gruppi, ma anche da semplici cittadini che vivono nel centro storico o hanno delle attività commerciali. Io stavo lavorando, quindi sono stato un testimone diretto. Loro volevano chiaramente entrare in centro storico, anche come gesto politico e simbolico.
Bisogna anche tenere presente che L’Aquila senza un centro storico non esiste, esistono delle frazioni, Paganica, Onna, Sant’Elia, Coppito, ma L’Aquila è il centro storico.
Ecco, era soprattutto un gesto simbolico, per dire che ci stiamo ancora.
Quella poi è una zona dove entrano tutti, certo accompagnati dai Vigili del Fuoco. Così, dopo una mediazione tra la Digos, il sindaco Cialente, la Presidente della Provincia e l’onorevole Lolli si sono messi in fila per uno, per due, e hanno fatto un giro, breve ma di impatto.
Il sindaco era un po’ restio, all’inizio, perché dopo la scossa dell’altra sera, c’erano stati dei crolli. Ma il problema è proprio questo! Cioè dopo due mesi ancora non si sono puntellate le case in centro, con questo sciame che continua, per cui la stima di un mese fa non è già più valida. Se si cominciasse a puntellare, forse i danni si ridurrebbero. Si sono puntellate solo delle chiese.
Sinceramente, fare un giro in centro storico è un’esperienza triste, c’è un’atmosfera lugubre, non c’è niente, non c’è nessuno, ci son solo divise, anche senza casco. C’è qualche cane randagio -L’Aquila era famosa per i cani randagi- qualche piccione che gira per piazza Duomo. Una scena spettrale.
Qualcuno è già rientrato nelle case?
Conosco gente che non è mai uscita, cosa proibita, perché esiste un’ordinanza, che prevede anche una multa. D’altra parte più di qualcuno sentiva di non aver niente da perdere e allora…
Di rientrati ufficialmente invece non credo ce ne siano.
A complicare la situazione c’è il fatto che il terremoto ha agito in modo disomogeneo. Per dire, in alcune zone, i danni maggiori sono stati registrati nei piani bassi, più che nei piani alti. Per esempio il mio appartamento -io abito al quarto piano- non è lesionato per niente, non un solo dvd è caduto. A fianco invece è venuto giù tutto. Questa è proprio l’assurdità di questo terremoto. Comunque il mio palazzo è stato classificato B, che significa che abbisogna di leggeri interventi, per cui io teoricamente potrei dormire a casa. Ovviamente per ora non posso entrare, devono prima fare i lavori, poi vanno verificati, e poi sul sito del Comune dovrebbe uscire l’elenco degli edifici agibili e allora sì potremo entrare. Il problema è quando, perché poi questi sono anche problemi dell’amministratore del condominio, nel senso che occorre mettersi d’accordo tutti. Io sono in affitto, quindi sono un po’ fuori da queste dinamiche.
Comunque anche per le case cosiddette A, cioè quelle agibili, non è ancora uscita un’ordinanza del sindaco che dica “entrate”. Nessuno si assume questa responsabilità. Tanto più che bisognerebbe che passassero almeno 15-20 giorni senza scosse. Siccome invece le scosse continuano... il sindaco non firma.
Tra l’altro si è scoperto che sono stati fatti degli errori nella trascrizione dei dati sullo stato delle case. Noi siamo andati a fare delle riprese a Valle Pretara che è una frazione de L’Aquila, e ci siamo imbattuti in una casa veramente malmessa, che però era classificata A, che vuol dire che non bisogna fare neanche un lavoretto. La gente era preoccupata, spaventata, diceva: “Se è successo questo, e magari invece ad altri hanno dato la categoria B al posto della A!?”. Non so, questi errori nella classificazione hanno impensierito più di qualcuno.
Pare che prima del terremoto ci fossero state scosse molto forti…
Effettivamente la scossa più forte è stata il lunedì prima, otto giorni prima. Me lo ricordo bene, perché erano le tre e mezzo di pomeriggio e io stavo registrando una trasmissione in esterna, in alcune vecchie cantine, da cui era stato ricavato un monolocale, quindi era sottoterra. Eppure si è sentita forte! Figurati chi stava là, ai piani alti.
Dopodiché siamo andati a piazza Duomo a fare delle riprese e a fare delle interviste, erano tutti fuori, soprattutto gli studenti e gli abitanti del centro storico, la gente era impaurita.
La stessa sera stavamo in un locale, “Il Frizzo”, che sta al piano terra, un locale con muri molto spessi, che dopo il terremoto è rimasto in piedi. Intorno a mezzanotte e mezzo ha fatto un’altra scossetta, insomma si è sentita anche lì abbastanza forte.
Quando siamo usciti la gente era ancora a piazza Duomo, soprattutto gli studenti. Io sono comunque andato a dormire a casa, perché il giorno dopo iniziavo presto.
Ma ci poteva essere un pre-allarme, tenendo conto di quello che stava succedendo?
Il giorno dopo quella scossa c’è stato un incontro fra la Protezione Civile, il sindaco, l’assessore regionale, ecc. Noi abbiamo fatto una edizione straordinaria del tg, avevamo una nostra troupe e abbiamo intervistato l’assessore. Le abbiamo proprio chiesto: “Uno come si dovrebbe comportare?” e lei, in poche parole ha detto che non c’era da preoccuparsi, perché se lei dormiva a casa con i suoi figli (lei è di Avezzano, non de L’Aquila), non ci dovevano essere problemi, però a un certo punto ha aggiunto “sperando in Dio...”.
La popolazione, come dicevi, e comprensibilmente, per ora si affida, ma sulle prospettive, che valutazioni si fanno?
A L’Aquila c’è anche un clima strano. Anche sul piano meteorologico, perché dal caldo si passa al freddo improvvisamente: in due ore la temperatura scende anche di 10, 15 gradi, per cui capita che alle 8 del mattino te ne devi uscire dalla tenda per il caldo, però il primo pomeriggio può arrivare un temporale che allaga i campi lasciando la gente al bagnato e al freddo. E questo accade ogni due-tre giorni, di continuo, per cui anche la stufetta o il condizionatore servono relativamente.
Io temo che i problemi più grossi emergeranno nella loro drammaticità dopo il G8, quando tutti i media se ne andranno, e i riflettori sulla città si spegneranno. Già in molti si sta facendo strada un certo senso di rassegnazione.
Qualche settimana fa era uscita la voce che nel campo più problematico (anche perché è il più grosso), quello di Piazza d’Armi, il governo aveva mandato gli psicologi militari, quelli che tengono alto il morale delle truppe.
Poi invece vengono fuori risposte e risorse inaspettate. Nei campi esistono diverse associazioni, molte lavorano con l’handicap. Ecco, queste non si sono mai fermate: girano per i campi col pulmino, prendono i ragazzi o stanno insieme a loro. Di questi purtroppo nessuno parla. Io invece sono rimasto impressionato dal fatto che chi faceva volontariato o altre attività, non abbia smesso. Nonostante le difficoltà e i disagi di cui dicevamo prima, per cui ogni volta che ti muovi devi chiedere il permesso, registrarti…
Per quanto riguarda la prospettiva della ricostruzione, la gente vuol credere a quello che ha detto Berlusconi, vuole credere che si riesca a ricostruire in poco tempo. E allora anche la prospettiva di spostarsi fuori -c’è questa idea delle new towns- diventa accettabile, perché alla fine in questo momento la gente ha solo un obiettivo: uscire dalle tende.
Tu cosa pensi, invece?
Io nutro dei dubbi. Intanto ancora non si vedono segni di queste costruzioni. Per il momento hanno semplicemente espropriato le terre crean?do anche molto scontento, perché pare che siano partiti dalla terra che appartiene alla gente, e non da quella del demanio, o anche della Curia. E allora, anche qui, vien da chiedersi quale sia il criterio.
Ultimamente è venuto fuori anche che stavano usando mappe vecchie! Sono andati a Preturo con l’idea di sequestrare dei lotti dove poi hanno scoperto che esiste un blocco di appartamenti, di palazzi, la cui costruzione risale a due anni fa!
Insomma, vedremo. Tra l’altro adesso c’è anche il problema del monitoraggio dell’acquisto di queste case in legno che tutti si sono precipitati ad acquistare.
Lì proprio c’è stata una corsa incredibile e ancora manca un regolamento chiaro e preciso. Intanto chi aveva un pezzetto di terra e qualche risorsa la casa in legno l’ha già sistemata. Di propria iniziativa. In queste settimane la pubblicità imperversa e chi può pur di non rimanere in tenda…
Più di ventimila pare si siano riversati sulla costa. Casomai viaggiano tutti i giorni per venire a lavorare a L’Aquila, infatti le autostrade sono intasatissime nelle ore di punta, cosa che per L’Aquila era rara.
Difficile capire quanti siano invece quelli che se ne sono andati definitivamente, perché regna ancora il caos, non si sa niente.
Certo la preoccupazione c’è e forte.
L’Aquila era anche una città universitaria. E adesso?
E’ così, da tempo l’industria principale de L’Aquila era l’università.
Adesso, formalmente è aperta, non è mai stata chiusa, si fan le lezioni nelle tende, fuori, in locali d’emergenza.
Certo che, se io avessi un figlio, beh, ci penserei due volte prima di iscriverlo all’università de L’Aquila. Anche perché adesso come adesso dove va a dormire? E poi per uno che vive a Pescara, che deve fare 100 km per andare a L’Aquila, o 120 per andare ad Ancona, per quale motivo dovrebbe andare a L’Aquila? Solo perché non si pagano le tasse di iscrizione dell’anno prossimo?
Certo, se l’università non funziona, per la città è la fine. Per questo il rettore sta facendo di tutto. Ma è dura. Tanto più che la gente ora non riesce ad avere una visione di lungo periodo, vuole la ricostruzione subito, vuole uscire dalle tende, punto. E si capisce. Forse però bisognerebbe che qualcuno si preoccupasse anche di quale sarà il destino di questa città dopodomani. Su questo punto la sopravvivenza dell’università è cruciale.
Ha colpito anche questa estrema centralizzazione che non si era vista né in Friuli, né altrove...
C’è da dire che è la prima volta, nella storia dei terremoti, che viene colpito un capoluogo di regione.
Senza contare il fatto che questo approccio centralizzatore pare sia lo stesso adottato a Napoli, con l’immondizia.
Appena c’è un’emergenza è ormai diventata consuetudine che si dia tutto in mano a uno. In questo caso la Protezione Civile. Molti iniziano a pensare che dietro ci sia anche il fatto che mancano le risorse e che nessuno però abbia il coraggio di dirlo. In questo caso l’accentramento, anche delle informazioni, si spiegherebbe.
Lo stesso decreto legge sta creando tensioni. Intanto sulla questione della prima e seconda casa, ovvero se la ricostruzione riguarda esclusivamente i residenti. Che non è un problema da poco, perché c’è un’altissima percentuale di aquilani che hanno la casa a L’Aquila e però risiedono a Roma, per dire.
Certo è che finora gli enti locali sono stati esclusi da qualsiasi partecipazione alle decisioni. E’ anche per questo che sono sorti i vari comitati, perché gli aquilani vogliono essere coinvolti nelle decisioni che riguardano la loro città o almeno interpellati, quali persone “informate sui fatti” come si dice in gergo.
Posso capire che magari tante voci possano creare più confusione, e che la formula “si fa così” acceleri i tempi e semplifichi, però, insomma, speravo fosse finita l’epoca del “si fa così”, o no?
Tu sei l’animatore di un cinecircolo molto attivo e conosciuto a L’Aquila. Conti di restare in questa città?
Bella domanda. Da una parte la mia fortuna è quella che il mio lavoro per il momento è aumentato, non diminuito, quindi andar via adesso da L’Aquila, dove arrivano tutte le televisioni, sarebbe un po’ un controsenso.
Però, ripeto, quando si saranno spenti i riflettori bisognerà vedere a che punto siamo.
Il cinecircolo è un’esperienza di cui vado orgoglioso, è l’unico a L’Aquila, è in centro storico. Proiettiamo attorno ai 27-28 film all’anno. Con una tessera annuale di cinque euro te li vedi tutti. Il lunedì della scossa forte io stavo al cinecircolo, stavamo vedendo un film di Bunuel, “La via lattea”.
Invece il lunedì del terremoto era previsto “Je vous salue, Marie”, di Godard...
Venerdì 4 dicembre 2009, ore 20:00
Auditorium dell’Ara Pacis
via di Ripetta, 190 - Roma
(ingresso libero fino a esaurimento posti)
serata di letture e testimonianze per accendere un riflettore su una tragedia silenziosa che si svolge ogni giorno...
LA DIGNITA' DI DUE DONNE CONTRO L'URBANISTICA DEL PRIVILEGIO
Un viaggio nel cuore delle moderne borgate romane, dove migliaia di cittadini italiani e stranieri si vedono quotidianamente negato il diritto alla dignità.
GIOVEDì 3 DICEMBRE 2009
Cin...