Sarà capitato anche a voi....
Questo blog è dedicato ed animato da operatori e cittadini che operano nel campo della partecipazione. Vi chiediamo di inserire esperienze concrete a cui avete partecipato e che ritenete utili da narrare come pratiche che possono essere replicate e quindi utili agli altri.
Il suo 'nome di battaglia' è Guerrilla Gardening, ma non ha niente a che vedere con la violenza. Anzi: mira a combattere quella di un'edilizia sempre più spregiudicata restituendo alle città (e ai cittadini) la vegetazione che viene loro sottratta da cantieri e calcestruzzo.
E per testimoniare l'importanza urbana e sociale di questo movimento di "ecologismo estremo", ci siamo rivolti direttamente ai ragazzi che, a Milano, ne rappresentano l'espressione più fedele...
di Antonio Incorvaia
Affacciatevi alla finestra della vostra camera e rispondete a queste elementari domande: qual è la prima cosa che vedete la mattina quando vi svegliate e l'ultima la sera prima di andare a dormire? E che cosa vedete, invece, al di là dei vetri della vostra scuola, del vostro ufficio o del vostro luogo di lavoro nelle restanti ore della giornata?
Con ogni probabilità, a meno che non abbiate la fortuna di abitare in uno dei pochi, pittoreschi paradisi incontaminati ancora rimasti nel nostro Paese, vedrete case, casermoni, stecche, cantieri, grattacieli ed altre simili 'attrattive' tutte ammassate e incastrate l'una con l'altra come i mattoncini del Tetris, all'insegna della famigerata dominante "grigio calcestruzzo" che ormai sta privando ogni città della sua specifica e originaria identità e, soprattutto, del suo legame con il Verde.
Già, perché non basta un giardinetto rinsecchito o un parco - magari isolato in periferia e frequentato da gente poco raccomandabile - per certificare che in un luogo ci sia del "Verde": servono soprattutto una sensibilità ecologica e un impegno ambientale che l'odierna cultura edilizia sta ricoprendo con colate di cemento armato sempre più invasive.
Sensibilità ecologica e impegno ambientale che non mancano ai promotori del "Guerrilla Gardening", un movimento di riappropriazione e restituzione del Verde alle città e ai cittadini nato in Inghilterra che negli ultimi mesi si sta ramificando in modo capillare in tutta Europa, Italia compresa. Inevitabile, quindi, che il primo centro a finirne "preso di mira" fosse Milano, simbolo riconosciuto del 'neocolonialismo architettonico metropolitano', dove sono già attivi diversi gruppi di "Guerrilla Gardening" o "Land Grabbing".
Uno di questi, quello più 'fedele alla linea' del movimento britannico, vede protagonisti, tra gli altri, Stefano Calabrese, Stefano Massimello, Iacopo Nosari e Mussi, che si sono offerti di svelarci l'importanza di questa iniziativa accompagnandoci attraverso una serie di testimonianze e riflessioni decisamente stimolanti e 'rivoluzionarie'...
Innanzitutto: in cosa consiste esattamente il "Guerrilla Gardening"? Ad un primo impatto, il nome sembrerebbe suggerire scenari violenti o comunque 'ribelli': è così?
Assolutamente no, al contrario! Si tratta di un movimento del tutto pacifista che ha come uniche "armi" la pala, il rastrello, il setaccio, qualche secchio e tante, tante piante! Il termine "Guerrilla" si riferisce al fatto che ci si (ri)appropria in modo 'non autorizzato' di uno spazio verde abbandonato o lasciato incustodito e nell'incuria, e lo si trasforma in un microsistema vivo, in un segno ambientale forte e in una sorta di oasi naturale all'interno di una realtà urbana omologata e soffocante. La componente di "lotta" esiste, ma è contro la forsennata speculazione edilizia che è sotto i nostri occhi tutti i giorni, e si attua attraverso la buona volontà e il buon esempio, non certo attraverso l'uso della forza.
Per inciso: anche la scelta stessa della (ri)appropriazione "non autorizzata" non è strettamente voluta come atto di 'ribellione', è che passare attraverso tutte le pastoie burocratiche attualmente previste oggi dalle nostre amministrazioni per prendere in gestione un'aiuola o uno spazio verde sono talmente lunghe e laboriose che vale la pena bypassarle direttamente a monte...
Quali sono i requisiti - in termini tecnici e di competenze - che bisogna possedere per diventare "Guerrilla Gardeners"?
E' molto semplice: dal punto di vista tecnico serve soltanto una stanza dove tenere le attrezzature per il giardinaggio e dove, magari, conservare o curare le piante prima di piantarle. Dal punto di vista delle competenze, è ovvio che una formazione anche minima in materia di botanica e agraria è altamente consigliata, ma è sufficiente anche semplicemente il lavoro fianco a fianco con chi ha già esperienza, e l'emulazione fa il resto.
Ovviamente, sono soprattutto due i requisiti imprescindibili: la morfologia dello spazio su cui si va a lavorare - aiuola, appezzamento o lembo di giardino/parco che sia -, perché deve essere necessariamente esposto alla luce, e la possibilità di avere irrigazione quotidiana, altrimenti non ha senso piantare alcun genere di flora se non si ha la possibilità poi di mantenerla in vita...
Nel vostro caso, quindi, come procedete abitualmente?
Per prima cosa scegliamo il 'luogo', che può essere uno spazio del nostro quartiere a cui siamo affettivamente legati oppure un angolo particolarmente predisposto ad un risanamento con buon esito. Poi ci assicuriamo che esistano fonti di acqua per l'irrigazione: talvolta capita che, se ci sono negozi, uffici o enti collaborativi nelle immediate vicinanze, siano loro a mettere a disposizione i loro rubinetti ai quali ci si aggancia con una canna, altrimenti spesso sono gli stessi residenti del posto che, a turno, innaffiano personalmente le piante con i classici 'bottiglioni'! Quindi avviene la setacciatura del terreno, separando la terra da sassi e detriti - che vengono comunque riutilizzati, dove possibile, per la pacciamatura - ed aggiungendo, se necessario, altra terra, e infine si piantano fiori, arbusti, cespugli e quant'altro...
L'aspetto della collaborazione di residenti e/o persone del posto è molto interessante e sembra avere risvolti sociali per nulla trascurabili. Come si sviluppa?
Beh, di solito le nostre sessioni di lavoro durano generalmente un giorno intero, nella fattispecie tra primavera ed estate quando c'è più luce e il clima è più favorevole. E' normale, quindi, che chi passa si fermi incuriosito a guardarci, o ci chieda cosa stiamo facendo, o addirittura si unisca a noi - capita spesso con i bambini, per esempio - e ci aiuti con entusiasmo e voglia di rendersi utile! Il problema è che, soprattutto qui a Milano, si sta perdendo completamente il senso del "quartiere" come agglomerato non di edifici ma di persone... Il fatto di creare uno spazio al quale ciascuno può dare il proprio contributo è un'opportunità inestimabile sia per ripristinare i rapporti umani, sia anche per educarsi ed educare al rispetto civico del verde.
Non è un caso che tante persone ci regalino spontaneamente le loro piante, o magari dei secchi che non usano più - e che per noi non sono mai abbastanza! -, e non è un caso che poi siano proprio quelle stesse persone ad occuparsi della manutenzione e della tutela dell'aiuola o del giardino quando non possiamo farlo noi...
Esistono anche regole 'compositive' che ispirano i vostri interventi?
Diciamo che non è l'elemento prioritario che seguiamo, perché innanzitutto vanno scelte piante in grado di coesistere, completarsi ed equilibrarsi tra loro, e non soltanto piante floreali "belle da vedere" quando sono fiorite 3 mesi all'anno e completamente secche nei restanti 9... Però sì, l'aspetto estetico e compositivo è comunque importante, magari nel creare giochi di forme e di colore, o nell'accostare tipologie di piante secondo geometrie precise...
In tutto questo, che ruolo gioca la Pubblica Amministrazione?
Inspiegabilmente indifferente! Secondo noi è davvero molto strano che un'Amministrazione non si renda conto di quale risultato si potrebbe ottenere stimolando e valorizzando questo tipo di attività, ma anche ragionando - per assurdo - in termini di marketing, visto che alla fine è quello il loro obiettivo. E' veramente il classico "uovo di Colombo" che garantirebbe il massimo risultato con il minimo sforzo, eppure non esiste alcun sostegno, non esistono stanziamenti, e pensa che addirittura può capitare che le forze di sicurezza vogliano farti sgombrare da un'aiuola perché il contributo che stai dando all'intera città "non te l'ha chiesto nessuno"!
Per fortuna, come in molte situazioni analoghe, il passaparola e l'aggregazione dal basso sono molto più funzionali di qualsiasi altra forma di incentivo istituzionale...
Esiste, un po' come nel caso dei Writers, una sorta di 'faida' tra i vari gruppi di "Guerrilla Gardening" che operano su Milano?
Sostanzialmente no, non si tratta di una 'faida'. Per adesso, come gruppi attivi a Milano, siamo solamente in due, e più che altro a distinguerci è lo spirito con cui ci avviciniamo a questa attività: per noi non è un trend, non è un'operazione semplicemente di "make up urbano", non è "mettere dei fiori dove c'è della terra". Per noi è un'operazione sociale e anche culturale, se vogliamo, di riqualificazione del tessuto cittadino a partire dai cittadini stessi, noi come tutti coloro che poi si aggiungono volontariamente a noi.
Quindi non sentiamo rivalità, ma sappiamo che abbiamo, molto semplicemente, due approcci del tutto diversi...
Per concludere: avete degli obiettivi precisi? Non so, magari trasformare questo impegno in un "lavoro" vero e proprio?
Beh, se diventasse un "lavoro" in piena regola ne saremmo ovviamente felici, perché significherebbe poterci dedicare sia alle attività sul posto sia ad un'opera di sensibilizzazione e, perché no?, "reclutamento" nelle scuole o in altri istituti, e significherebbe che avremmo a disposizione un budget per attuare interventi magari più concreti e corposi. Al momento, però, il nostro obiettivo principale è costruire un setaccio più grande di quello che abbiamo, magari a dondolo o a rotazione: ci lavoreremo quest'inverno, e in primavera speriamo che sia finito!
Per dettagli, informazioni, documentazioni e adesioni: landgrab.noblogs.org
Questo termine, una volta tanto, non ha nulla di nefasto ma è associato alla volontà di evidenziare la pessima qualità degli impianti di illuminazione che caratterizzano alcuni spazi urbani, spesso anche ad alto contenuto culturale e simbolico, delle nostre città. Una sorta di protesta realizzata, però, divertendo e divertendosi, allo scopo di rendere consapevoli tutti noi di quanto sempre più importante sia il tema dell’illuminazione delle città, sia essa funzionale o puramente scenografica.
È facile constatare, infatti, come una buona illuminazione pubblica contribuisca a rendere le città più vivibili, sicure ed anche attraenti. Spesso però, percorrendo i quartieri che la compongono, o anche semplicemente spostandosi tra piazze e strade contigue, ci si rende conto che i vari impianti sono stati pensati come episodi isolati privi di una visione complessiva, così come è facile imbatterci in monumenti “lasciati al buio” o trovarsi di fronte a facciate di edifici eccessivamente illuminati.
È quindi necessario un maggior controllo sugli impianti e una migliore pianificazione (in certi casi completamente assente). Questo, in sintesi, è il pensiero di “Guerrilla Lighting” e questi sono i punti del manifesto di questo movimento:
non tutti gli edifici necessitano un’illuminazione dedicata;
ogni città deve avere un proprio Piano della Luce;
l’illuminazione architetturale non è una competizione dove vince chi ottiene livelli d’illuminamento più elevati;
devono essere sempre mantenuti livelli qualitativi alti: in termini di progetto e prodotto, inserendo requisiti minimi obbligatori;
prestare maggiore attenzione in termini di risparmio energetico.
“Guerrilla Lighting”, usando mezzi limitati, si pone l’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi producendo episodi effimeri e magici dove la protagonista assoluta è la luce.
Piccola nota dolente a conclusione: come il titolo in inglese suggerisce, si tratta di iniziative che si svolgono prevalentemente nei paesi anglosassoni, dove la figura del ligthing designer è da tempo affermata. Sarebbe bello, tra non molto, poterlo riscrivere in italiano.
Si tratta di un collettivo sperimentalista che esplora le possibilità di disegnare graffiti utilizzando alcune delle più recenti tecnologie di proiezione digitale. La loro proiezione di "bombe tag" vanno dal proiettare su famosi monumenti fino alla proiezione, su fabbricati residenziali, di conversazioni dipinte su pareti esterne. Esse lavorano anche con i tradizionali luce LED da graffiti throwies di marcatura laser.
Guerrilla Lighting Belfast sarà sciopero per la prima volta Giovedi 19 marzo per promuovere lo sviluppo sostenibile, sensibile ed emozionante di progettazione architettonica.
Stiamo mettendo insieme la percezione della luce e l'ambiente urbano, aumentando la consapevolezza del potenziale di illuminazione intelligente, coinvolgendo grandi gruppi di persone altamente riconoscibili e luoghi di rilievo.
L'illuminazione servirà a rivelare i luoghi bui e le architetture nascoste della r utilizzando filtri colorati e LED a basso consumo energetico
Abbiamo bisogno di voi!! Per diventare un Guerrilla, si prega di registrarsi inviando un'e-mail helen@guerrillalighting.ne
nelle scuole del V municipio Mostre, dibatti, incontri, attività sportive
dal 20 marzo al 12 aprile 2006
Il 24 marzo, presso la biblioteca dell’Istituto Comprensivo “Giorgio Perlasca”, nel plesso di via Barelli, 7 si è tenuta l’inaugurazione del percorso “Itinerari di Pace”, patrocinato dal V municipio.
Le iniziative indicano la direzione che ognuno di noi può prendere, se vuole assumersi la responsabilità di trasformare un mondo, nel quale, la convivenza a causa delle guerre, delle violenze, delle disuguaglianze e dell’ inquinamento, appare sempre più difficile. L’iniziativa parte dall’importante presupposto che “tutto può cambiare se cambia la coscienza, se si decide di non chiudere gli occhi, ma di agire”.
Nel ciclo di mostre, incontri, laboratori e dibattiti sono riportati solo alcuni esempi di chi ha deciso di non rimanere in silenzio. Tutti questi personaggi fanno parte di una storia che è poco conosciuta, anche se i promotori dell’iniziativa sperano che entrino a far parte della storia di tutti, il prima possibile.
L’obiettivo è condurre ogni visitatore a farsi “costruttore di pace” nel proprio ambiente di vita.
Nella scuola “Giorgio Perlasca” di via Barelli 7, è anche visitabile, fino al 12 aprile (ore 8.30 alle ore 16.30), la mostra “Costruttori di Pace tra XX e XXI Secolo”, messa a disposizione dall’Istituto Buddista Soka Gakkai: Una sezione ospita anche i lavori realizzati dai bambini della Scuola d’Infanzia dell’Istituto Comprensivo “Via Giovanni Palombini, 39 – Plessi Palenco e Gaslini”.
La scuola ha inoltre ospitato il 28 marzo “L’albero della pace”. Una giornata con il poeta e scrittore Mario Bolognese per un laboratorio sulla pace attraverso le fiabe.
Le altre scuole coinvolte dall’iniziativa sono: Istituto “Sibilla Aleramo” di via Capellini 11, con “La pace nelle nostre mani” (cartelloni, magliette e altro ancora, realizzati dagli studenti) dal 16 marzo al 7 aprile (9.30 alle ore 13.30). Per prenotazioni contattare la docente Fiorella Giuliani, tel: 06.4501375.
Istituto Superiore “Sibilla Aleramo” di via Casal Bruciato 17 con “I passi ritrovati”, mostra realizzata da alcuni studenti dopo la visita ai campi di concentramento di Auschwitz, Mathausen e Dachau (dal 22 marzo al 7 aprile, dalle ore 10.00 alle ore 12.30). Per informazioni e prenotazioni contattare le docenti Giovanna Nosarti o Patrizia Paglia, tel: 06.43532005 – 06.43535105; Fax: 06.53588295.
Istituto Comprensivo “Via Giovanni Palombini, 39”. Sede: via Ciamician, 32 con “I colori della pace” disegni, frasi e cartelloni realizzati da bambini e ragazzi della scuola primaria e media (dal 20 al 24 marzo).
Inoltre il 23 e 30 marzo sono state organizzate iniziative sportive per i ragazzi delle scuole medie nella piazza di Pietralata, ed il 29 marzo e 5 aprile presso l’impianto sportivo “Fulvio Bernardini”, per le scuole superiori.
Infine il 1° aprile, si è svolto, presso l’associazione Camèra Stylo in via Silvano 15, un dibattito sulla Pace riservato a studenti delle scuole medie superiori.
Roma - Piazza del Campidoglio - 17 dicembre ore 15.30
Oltre 100 operatori da mesi senza stipendi
(l’Agenzia non paga le fatture agli Enti)
Oltre 100 operatori disoccupati
(l’Agenzia non attua il piano dipendenze 2009)
Quale futuro per i servizi d…
"(....)Un assistente sociale è un operatore che utilizza la relazione di
aiuto e di servizio alla persona ma in un'ottica di promozione della partecipazione
sociale e della cittadinanza attiva; non fa tutto quello che fa perchè mosso da
una motivazi…
Ecco un interessante articolo sull'interpretazione del ruolo di Assistente sociale in chiave di facilitazione della partecipazione e della cittadinanza
http://www.assistentisocialisenzafrontiere.it/L'assistente%20sociale%20come%20promotore%20di%20p…
Carta, Yo Migro! e Strike presentano:
Giovedì 17 Dicembre, ore 20
IN BETWEEN nove sguardi sulla scena europea
un documentario di A. Diaco, E Teodorani, H. Morango, P. Mota Santos
in edicola con Carta dal 23 dicembre
http://clandestino.carta.org/2…